Economia

Semestre in rosso per Mps Perdite a 380 milioni. Ma in calo

Lo scorso anno il deficit era pari a 1,5 miliardi di euro

Il Monte dei Paschi di Siena comincia a vedere i primi effetti della pulizia sui conti avviata dai nuovi vertici, dopo lo scoppio del caso dei derivati in bilancio, e l’avvio del rilancio dell’attività bancaria. Mps ha infatti chiuso il primo semestre dell’anno con una perdita di 380 milioni di euro. Un dato ancora negativo ma molti minore rispetto alla perdita di 1,5 miliardi di euro registrata nel corrispondente periodo del 2012. Insomma segnali positivi per la banca senese che è pronta a rimettere mano al piano di ristrutturazione sul quale sono stati mossi dei rilievi da parte della Commissione Europea. Un piano da migliorare ma che non è stato messo «messo in dubbio» dalla Commissione Ue. Per l’ad Fabrizio Viola «il primo semestre ha confermato l’impegno e l’efficacia delle azioni messe in campo dalla banca in questi mesi. Azioni che hanno permesso di migliorare il profilo patrimoniale e finanziario, che nel passato è stato fonte di problemi». Nonostante il rafforzamento patrimoniale, i coefficenti che lo misurano sono passati dall’8,9% dello scorso dicembre fino all’11% i conti sono ancora in rosso per il perdurare della crisi nell’Ue. Alla fine dei primi sei mesi il risultato netto è stato negativo per 380 milioni, di cui 100 nel primo trimestre e 280 nel secondo. Le previsioni erano di una perdita di 149 milioni nel primo trimestre e di 249 milioni nei sei mesi. Viola ha però precisato che il momento difficile è ormai alle spalle: «Abbiamo registrato un incremento dei depositi ed è importante poter dire di avere alle spalle il problema che si era concentrato tra febbraio e marzo. Poter registrare un incremento della raccolta dall'inizio dell'anno è la conferma matematica che la banca è riuscita a superare brillantemente questo difficile momento». Intanto il numero 29 campeggia nelle slide di presentazione agli analisti. Tanti sono i miliardi che la banca ha ottenuto dalla Bce (fondi Ltro) e non ancora restituiti e altrettanti titoli di Stato italiani in portafoglio. Ammonta a a 40,5 miliardi invece il valore dei derivati, buoni, rimasti in bilancio. Al centro dell’attenzione resta però il piano di ristrutturazione: «Siamo a disposizione e siamo pronti a recepire le indicazioni volte a migliorare il nostro piano sotto forma di ristrutturazione», ha detto Viola, mentre il Cfo, Bernardo Mingrone ha chiarito che il progetto «non è messo in dubbio dall’Ue», semmai si chiede di «migliorare alcuni aspetti».

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