Economia

Impennata dei profitti per Unicredit

L’economia migliora. Nel secondo trimestre l’utile cresce del 113%

Il vento torna a soffiare nelle vele di Unicredit. Dai conti semestrali presentati ieri emergono i primi segnali positivi per l’attività del gruppo di piazza Cordusio dopo la crisi dello spread e le recessione che non ha mollato il sistema Italia. Così se l’utile trimestrale è in flessione del 25,2% a 810 milioni di euro rispetto alla prima metà del 2012 e i ricavi del periodo sono scesi del 6,4% a 12,5 miliardi di euro, l’accelerazione dei profitti del secondo trimestre dimostrano che i segnali di inversione del ciclo economico stanno portando i loro benefici sui conti della banca guidata da Federico Ghizzoni. L’utile netto è arrivato a quota 361 milioni di euro (+113,8%) contro i 169 milioni dello stesso periodo di un anno fa. Un dato inatteso anche per gli analisti e che ha fatto correre il titolo in Borsa (+2,16 a fine seduta). Un’iniezione di fiducia che ha spinto Ghizzoni all’ottimismo: «Guardiamo con fiducia ai mesi a venire anche perché si colgono i primi segnali positivi di un'inversione di tendenza in Italia». L’Italia che ha subito la peggiore crisi della sua storia è comunque un Paese in macerie. E una testimonianza arriva proprio da Unicredit: al piano di 500 assunzioni di giovani, avviato nei mesi scorsi e che si concluderà agli inizi del 2014, hanno risposto in 30 mila. L’invito alla politica non è mancami che ci sono in Italia. «Questo dà l’idea dei problemi su cui dobbiamo concentrarci tutti, ai partire dai politici». Nei conti che mostrano una generazione di ricavi importante nel secondo trimestre (6,4 miliardi con un +5,5% trimestre su trimestre, +2% anno su anno) sono evidenti i primi sviluppi dell’uscita dell’economia dal tunnel. Per il terzo trimestre consecutivo infatti è rallentato il deterioramento del credito in Italia. I flussi netti dei crediti deteriorati, pari a 1,5 miliardi nel secondo trimestre, sono infatti scesi del 23,7% rispetto al primo trimestre. La liquidità rimasta in cassa è stata utilizzata per rimborsare 2 miliardi di Ltro (i prestiti triennali della Bce) su un totale di 26,1 miliardi con scadenza 2015 e la banca valuterà l'opportunità di ulteriori rimborsi anticipati anche tenendo conto delle condizioni di mercato. Nel portafoglio della banca restano tuttavia 48,7 miliardi di titoli di Stato italiani che rappresentano il 46% su un totale di 106,52 miliardi. Quanto alla rifocalizzazione del business. A luglio è stata perfezionata la vendita dei rami assicurativi di Yapi Sigorta in Turchia (con una plusvalenza di 200 milioni) ed è stato siglato l’accordo commerciale con Allianz. Inoltre, va avanti procede il progetto di fusione delle due controllate del Gruppo in Ucraina. Il gruppo Unicredit ha poi dato il via libera a UniCredit Business Integrated Solutions per la costituzione di un’alleanza produttiva con la Ibm con l’obiettivo di ottimizzare i servizi di gestione delle infrastrutture Ict.

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