Economia

Le svalutazioni affondano i conti Telecom

Le rettifiche nei conti portano nella semestrale una perdita di 1,4 miliardi

Semestre in rosso per Telecom Italia che ha chiuso i primi sei mesi del 2013 con una perdita di 1,4 miliardi di euro. Un effetto delle svalutazioni di attività non correnti nel bilancio per un importo di 2,2 miliardi. Senza queste rettifiche di valore l’utile del periodo sarebbe stato di 800 milioni di euro, contro gli 1,242 miliardi dello stesso periodo 2012. Giù anche i ricavi a 13.760 milioni di euro (-2,7%). La Borsa non ha però fatto sconti al gruppo guidato da Franco Bernabè e il titolo ha chiuso con scivolone del 4,23% a 49 centesimi. Tra le note positive ignorate dagli investitori quella dell’indebitamento finanziario netto rettificato al 30 giugno 2013 pari a 28,8 miliardi di euro, in calo di 1,5 miliardi rispetto alla stessa data del 2012. Anche se rispetto alla fine del primo trimestre del 2013, invece, il debito si è mantenuto sostanzialmente stabile. Il presidente di Telecom, Franco Bernabè commentando i dati economici, ha spiegato che «il primo semestre 2013 è stato condizionato dalla fragilità dell’economia domestica e da una riduzione della crescita dell’economia» in Sud America. In Italia, in particolare, «si è registrata la prosecuzione della pressione dei prezzi», soprattutto nel settore mobile, «a cui si è aggiunto un significativo impatto negativo derivante dagli aspetti regolamentari. In questo contesto - ha proseguito Bernabè - si è deciso di investire una parte di marginalità per aprire la strada alla difesa e all’acquisizione netta di clienti». Per la seconda parte dell’anno, ha concluso il presidente, la società «si attende un progressivo allentamento della pressione competitiva, una quadro regolatorio più stabile e un iniziale miglioramento dell’andamento economico». L’ex monopolista telefonico ha rivisto alcuni dei propri obiettivi e si attende una riduzione dell’Ebitda per tutto il 2013. Confermato invece l'obiettivo di arrivare a fine esercizio con una posizione finanziaria netta rettificata inferiore a 27 miliardi di euro». Un target raggiunto senza «bisogno di un aumento di capitale o di vendere Telecom Brasil» ha spiegato il presidente di Telecom Italia, Bernabè. Che ha pensato anche al futuro spiegando «si continueranno a valutare future occasioni di consolidamento nel mobile». Il numero uno della società poi non «si aspetta alcuna sorpresa» dai soci Telco, la holding di controllo della compagnia il cui patto scade a settembre. E pensando anche a loro ha risposto, nel corso della conference call, a una domanda sul dividendo dicendo che al momento è presto per parlarne, ma, allo stesso tempo, di non prevedere «per adesso un cambio di strategia». Spazio anche allo scorporo della rete fissa: «A valle della comunicazione Agcom con la quale si ufficializza la conclusione positiva della preistruttoria e la verifica dei requisiti di affidabilità e serietà del progetto di societarizzazione della rete di accesso, Telecom Italia conferma l'intenzione di procedere nell'operazione come già comunicata». Insomma Telecom non si ferma e non è di fronte a nessun precipizio. «Prefigurare qualsiasi scenario catastrofico» per Telecom Italia «è completamente fuori ambito» ha concluso Bernabè.

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