Presentato ieri a Roma il Codice Salimbeni, il libro inchiesta di Pino Mencaroni e Alberto Ferrarese che ricostruiscela «vicenda Monte dei Paschi» facendo luce su alcuni elementi fino ad ora trascurati dalle cronache e seppelliti dal velo del silenzio. Tra questi, le prime operazioni spericolate del 2002 con l’uso di centinaia di milioni di Btp, l’inizio della «liaison» con la Dresdner, la vendita di 140 milioni di Alexandria al Monte da parte del broker che non c’era, l’ispezione della Fsa nella filiale londinese del Monte e le domande della Fed a quella di New York. Un’indagine accurata e documentata che lascia sbigottiti e amareggiati, scoprendo con quale disinvoltura e leggerezza è stato amministrato un grande patrimonio collettivo, con dolorose ripercussioni non solo per la città di Siena, ma per l’Italia tutta. A discuterne nella sede del Il Tempo a Palazzo Wedekind c’erano il senatore Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme Costituzionali, Fabrizio Viola amministratore delegato Banca Monte dei Paschi di Siena. A moderare il dibattio Gianfranco Astori, direttore responsabile dell’agenzia di stampa nazionale Asca. Il saluto introduttivo è arrivato da Sarina Biraghi, direttore de Il Tempo. Nell’opera i due autori raccontano i particolari delle inchieste aperte dalla Procura di Siena sull’acquisizione di Antonveneta, le operazioni «spericolate» su derivati e altri prodotti finanziari e le presunte «creste» della cosiddetta «Banda del 5%».
Il «Codice Salimbeni» storia di Mps «spericolata»
Presentato ieri a Roma il Codice Salimbeni, il libro inchiesta di Pino Mencaroni e Alberto Ferrarese che ricostruiscela «vicenda Monte dei Paschi» facendo luce su alcuni elementi fino ad ora...