L’11% del capitale di Rcs post ricapitalizzazione è stato collocato ieri mattina, nel secondo giorno dell’asta dei diritti sull’aumento di capitale rimasti inoptati. Tutto esaurito per l’operazione anche se resta ignota l’identità del compratore. Sul mercato è circolata la notizia di un «grosso blocco» di diritti rilevati da un unico acquirente, che avrebbe raccolto la maggior parte dell’inoptato. Dalla lettura del libro degli ordini - visualizzato da alcune fonti qualificate - risulterebbe invece che siano quattro intermediari ad avere raccolto, in quattro ordini consistenti e di simile grandezza, buona parte dei diritti e che un’ulteriore piccola quota sia stata acquistata da una ventina di piccoli intermediari. Con certezza si sa che né la Fiat, già salita al 20%, né Diego Della Valle hanno ulteriormente accresciuto le loro partecipazioni (il patron di Tod’s, che ha in portafoglio l’8,8% di Rcs, ha fatto sapere che «non ha mai avuto interesse» a rilevare l’inoptato). In ogni caso, se un solo acquirente avesse sottoscritto una quota superiore al 2% dovrebbe comunicarlo nei prossimi giorni alla Consob. Tra le ipotesi c’è anche quella che i diritti possano essere stati tolti dal mercato, cioè che siano stati comprati, ma non saranno esercitati.
Rcs, a ruba l’11% del capitale ma è giallo sull’acquirente
L’11% del capitale di Rcs post ricapitalizzazione è stato collocato ieri mattina, nel secondo giorno dell’asta dei diritti sull’aumento di capitale rimasti inoptati. Tutto esaurito per l’operazione...