Economia

Il mercato della casa non riparte e nel 2013 segnerà -6%

A fine anno le compravendite saranno inferiori a quota 420mila

Il mercato immobiliare non riparte e non ripartirà. Almeno nei prossimi mesi. Questo il quadro, tutt’altro che esaltante, che emerge dall’Osservatorio sul mercato immobiliare di luglio curato da Nomisma su 13 città italiane e presentato ieri a Roma in occasione di un evento organizzato in collaborazione con Italfondiario. Le previsioni sulle compravendite di abitazioni restano negative e la stima per il 2013 è di una flessione del 6%. Con la contrazione del Pil più marcata rispetto alle previsioni di inizio anno (-1,8% rispetto all’1%) «non è possibile - per Nomisma - parlare di una vera e propria ripresa vista l’incertezza e la precarietà del quadro marcoeconomico». Tutto questo alla luce degli indici che indicavano la fine della caduta nell’autunno 2013. Esaminando l’orizzonte temporale 2006-2012 le transazioni di abitazioni sono passate da 870.000 unità a 444.000 dell’anno passato. Il trend si è confermato nel primo trimestre 2013 (-14,2% comparando lo stesso periodo 2012). Per questo Nomisma stima per il 2013 compravendite al di sotto delle 420.000 unità. Qualcosa dovrebbe cominciare a muoversi nel 2014 (una leggera risalita con il raggiungimento di quota 470.000) e per il 2015 quando si dovrebbe superare le 500.000 unità vendute. Flessioni più contenute ad oggi sono state riscontrate sui valori immobiliari che hanno visto un -16% in termini nominali e -24% al netto dell’inflazione confermando «ancora una volta - scrive l’istituto blolognese - la rigidità dei valori ad adeguarsi all’andamento delle quantità». La previsione Nomisma vede per il 2013 un calo superiore al 5% dei prezzi per quanto riguarda tutti i comparti. Inoltre si stima che l’andamento deflattivo proseguirà anche nel 2014 e 2015 con intensità in ogni caso decrescente. Scendendo nel dettaglio l’istituto evidenzia che il mercato continua ad essere movimentato dalla domanda interna al Comune (80% delle richieste). Solo il 13,5% proviene dalla provincia e il restante 7,6% da altri territori. I tempi medi di vendita di sono ulteriormente allungati raggiungendo una media di 8,5 mesi per l’acquisto di abitazioni, 10,4 mesi per gli uffici, 9,8 mesi per i negozi e 7 mesi per i box. Il mercato immobiliare italiano per Nomisma si presenta con un «evidente eccesso di offerta e da una domanda esigua e selettiva». Tuttavia sarebbero almeno 800.000 i nuclei familiari che ancora oggi si dichiarano pronti ad acquistare casa, al di là di valutazioni di opportunità. Passando al mercato corporate il 1° trimestre 2013 presenta una nuova riduzione (25 miliardi di euro rispetto ai 46 registrati nel 4° trimestre 2012). Gli investimenti vedono privilegiare le economie più forti come Germania e Regno Unito mentre l’Italia si conferma paese di scarso richiamo. Sul fronte mutui infine la fotografia è presto fatta: 44,8% i contratti di acquisto assistiti da mutuo con iscrizione ipotecaria nel 2011, 37% nel 2012. Nel terzo trimestre 2013 è previsto un livello in linea con il 2012 e per l’ultimo periodo dell’anno una ripresa delle erogazioni.

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