Sono passati in mani straniere marchi storici dell'agroalimentare italiano per un fatturato di almeno 10 miliardi di euro dall'inizio della crisi, dall'Orzo bimbo agli spumanti Gancia, dai salumi Fiorucci alla Parmalat, dalla Star al leader italiano dei pomodori pelati finito alla Mitsubishi, ma nel 2013 è stato ceduto anche il 25% del riso Scotti, mentre per la prima volta la produzione di vino Chianti nel cuore della Docg del Gallo Nero è divenuta di proprietà di un imprenditore cinese. È l'allarme lanciato dal presidente della Coldiretti Sergio Marini all'Assemblea nazionale dell'organizzazione. A questo dato si aggiunge il peso dell crisi che vede la spesa alimentare delle famiglie tornare indietro di venti anni per effetto del crollo che si è verificato dall'inizio del 2007. Nel 2012 i consumi delle famiglie italiane per alimentari e bevande a valori concatenati sono stati pari - ha sottolineato la Coldiretti - a 117 miliardi, di mezzo miliardo inferiori a quelli del 1992. «Il passaggio di proprietà - ha denunciato Marini - ha spesso significato svuotamento finanziario delle società acquisite, delocalizzazione della produzione, chiusura di stabilimenti e perdita di occupazione. Si è iniziato con l'importare materie prime dall'estero per produrre prodotti tricolori. Poi si è passati ad acquisire direttamente marchi storici». Intanto - continua l'analisi di Coldirettti - volano le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani che nel 2013 fanno segnare il record storico di 34 miliardi fatturati all'estero. Dall'analisi si evidenzia che - ha sottolineato la Coldiretti - se la crescita è debole (+3%) nei paesi dell'Unione Europea che sono il principale mercato, il Made in Italy va forte nelle Americhe (+9%) e soprattutto nei mercati emergenti come quelli asiatici dove si e' avuto un incremento del 13 per cento e in Africa, con un boom addirittura del 31 per cento. Tra i principali settori del Made in Italy, il prodotto più esportato è l'ortofrutta fresca, che aumenta del 7%, seguita dal vino (+10%). Aumenta peraltro anche la pasta che con un +7%, ma anche l'olio d'oliva, il cui balzo in avanti è dell'11%.
Agli stranieri marchi italiani per 10 miliardi
Sono passati in mani straniere marchi storici dell'agroalimentare italiano per un fatturato di almeno 10 miliardi di euro dall'inizio della crisi, dall'Orzo bimbo agli spumanti Gancia, dai salumi...