«Mi aspetto la ripresa ma farcela è parola grossa. Lo scorso anno, il Pil è sceso del 2,4%, quest'anno sembra avviato verso un ulteriore -1,8%, ma i peggioramenti ci sono di settimana in settimana, e quindi potrebbe essere anche qualche cosa di peggio». Così Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria a margine dell'assemblea di Federchimica, sull'andamento dell'economia. «È chiaro che dopo due anni consecutivi di decrescita di questo tipo, ci sarà prima o poi un rimbalzo, che io mi auguro arrivi nella seconda parte del 2013, ma non vuol dire che siamo fuori dalla crisi e che siamo veramente ripartiti con la crescita. Credo ci sia molto da fare per far ripartire l'economia. Un miliardo per l’occupazione giovanile? È un inizio non è sicuramente una cifra esaustiva. Per poter davvero raggiungere un riassorbimento della disoccupazione giovanile, bisognerebbe innanzitutto creare lavoro e il lavoro si crea se si ritrova la crescita. Quindi non sarà una cosa immediata, non è con un incentivo che la situazione cambierà. Purtroppo vedete che ogni giorno ci sono centinaia di casi di crisi al ministero dello Sviluppo economico, perciò prima bisogna cambiare il clima economico del Paese, e far ripartire la crescita, partendo dall'impresa manifatturiera, il contratto della disoccupazione si risolverà automaticamente. Lo stop di tre mesi per l'aumento dell'Iva? Sicuramente se si può evitare l'entrata in vigore da subito dell'aumento dell'Iva, è un fatto positivo, anche se ripeto per l'ennesima volta, per noi le priorità sono altre». Le priorità per viale dell'Astronomia sono infatti «i pagamenti della P.a., perché qui ci sono oltre 100 miliardi di debiti arretrati, che la p.a non paga, e che devono essere pagati perché ci sono le imprese che stanno soffrendo disperatamente per il credit crunch» spiega Squinzi. «E poi serve un intervento serio sul costo del lavoro e di abbassarlo, di almeno 10 punti» conclude.
Squinzi: mi aspetto ripresa ma farcela è parola grossa
Il presidente di Confindustria: il Pil scenderà a -1,8% ma ci sono peggioramenti
