Riforma del condominio, si parte. Oggi entrano in vigore le nuove regole della legge 220/2012 che disciplinano la vita condominiale. In particolare la normativa modifica le maggioranze per deliberare (ci sarà un abbassamento del quorum: serve il 50%+1 dei votanti e dei millesimi. Cioè, conta anche la dimensione dell’appartamento per il raggiungimento del quorum: chi possiede un ampio appartamento avrà maggior peso in assemblea del proprietario di un monolocale), introducendo anche specifiche ipotesi prima non disciplinate quali, ad esempio, la videosorveglianza; stabilisce che le deleghe per partecipare all'assemblea debbano essere in forma scritta, non possano essere attribuite all'amministratore e che, se i condòmini sono più di 20, il delegato non possa rappresentare più di un quinto dei condòmini e dei millesimi. La riforma del condominio sancisce anche il diritto di accedere alla documentazione condominiale, con la conseguenza che i condòmini potranno prendere visione dei giustificativi di spesa ed estrarne copia. La nuova legge prevede altresì, in caso di opere di manutenzione straordinaria o innovazioni, la costituzione di un fondo obbligatorio di importo pari all'ammontare dei lavori. A cambiare sono innanzitutto le condizioni per ricoprire l’incarico di amministratore. È necessario che rispetti i requisiti di onorabilità, deve godere dei diritti civili, essere in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado, requentare un corso di formazione e seguire l’aggiornamento periodico. I nuovi obblighi del titolo di studio e della formazione iniziale non vengono applicati a chi ha fatto l’amministratore per almeno un anno negli ultimi tre. Diventa obbligatoria l’affissione nell’androne dello stabile di una targa con le generalità, il domicilio e i recapiti dell’amministratore. Sarà obbligatorio anche il conto corrente condominiale dedicato a ogni edificio, su cui devono transitare i contributi del condòmini e le somme ricevute da terzi oltre ai pagamenti fatti per conto del condominio. Regole precise anche per i rapporti tra i condòmini e l’amministratore. Nelle assemblee i condòmini che non parteciperanno, non potranno più delegare l’amministratore ma dovranno indicare un altro condomino o un terzo. Inoltre non potranno essere più inserite all'interno dei regolamenti condominiali clausole che vietino di tenere in casa un animale domestico. Per la Confedilizia si tratta di «un restyling importante anche se forse, si sarebbe potuto fare di più, valorizzando l'autonomia dei singoli condominii e dei loro regolamenti».
Riforma del condominio, si parte
Nuovi requisiti e obblighi per l’amministratore. Diritto d’asilo a cani e gatti
