Le condizioni del mercato del lavoro nell'eurozona «restano deboli» e gli aggiustamenti in corso a livello di bilanci pubblici e privati «continuano a pesare sull'attività economica». Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, intervenendo alla cerimonia che celebra il lavoro svolto dal governatore della Banca d'Israel, Stanley Fischer, a Gerusalemme. La disoccupazione ha raggiunto livelli «inaccettabili» nei Paesi dell'area dell'euro, «soprattutto fra i giovani» e questo rappresenta «una fonte prioritaria di preoccupazione per i responsabili economici» dell'area.«Siamo pronti ad agire, se necessario», usando la leva del tasso di interessi o misure non convenzionali. Il presidente della Bce ricorda che la politica monetaria dell’eurozona resterà accomodante per tutto il tempo necessario all’uscita dalla crisi. Sulla congiuntura, Draghi ha ribadito la sua stima di una progressiva ripresa, a partire, tuttavia, da un livello molto basso. La crescita dell’export dovrebbe beneficiare da un cambio di passo della congiuntura internazionale e la domanda interna sarà sostenuta dalla politica monetaria accomodante condotta dalla Bce, dal calo di prezzo del greggio, dalla maggiore fiducia dei consumatori così come dall’aumento di ricchezza collegato alla ripresa in corso sui mercati finanziari dalla scorsa estate.
Draghi: «La disoccupazione è a livelli inaccettabili»
Il presidente della Bce a un convegno organizzato dalla Banca d’Israele
