Economia

Bankitalia, con l’Imu il prelievo è ai livelli Ue

Gli economisti dell’Istituto spiegano che «le iniquità sono generate dal mancato adeguamento del catasto»

«Una delle principali criticità che caratterizza il sistema di tassazione immobiliare in Italia riguarda le rendite catastali utilizzate per determinare la base imponibile dell'Imu, oltre che di numerose altre imposte (di registro, ipotecarie e catastali e di successione e donazione, nonché sui redditi e IRAP). Le differenze nel divario fra la base imponibile basata sulle rendite catastali e gli effettivi valori di mercato degli immobili possono generare fenomeni di iniquità sia orizzontale sia verticale. L'ultimo aggiornamento del catasto risale al 1990». Così nella sua relazione sulla tassazione degli immobili in Senato, Alessandro Buoncompagni (Servizio Rapporti Fiscali) e Sandro Momigliano (Servizio Studi di Struttura economica e finanziaria) di Banca d'Italia che rilevano come «l’introduzione dell'Imu ha portato il prelievo italiano complessivo sulla proprietà e sugli occupanti su un livello in linea con quelli registrati nei principali paesi dell'Unione europea». Invece resta «decisamente inferiore» il peso del prelievo sulle successioni e donazioni». «Nei due successivi decenni al 1990 si è registrata una forte crescita dei prezzi nel settore immobiliare - proseguono Boncompagni e Momigliano - la discrepanza tra i valori catastali e di mercato tende a crescere con l'età degli immobili, risultando contenuta per quelli di più recente registrazione, che sono prevalentemente edificati in aree periferiche e di nuova urbanizzazione, e via via più ampia per gli immobili accatasta-ti in periodi lontani nel tempo, generalmente localizzati in aree più centrali». «Lo scostamento fra valori di mercato e valori catastali tende a favorire i contribuenti più ricchi» secondo Bankitalia. Secondo le più recenti stime dell'Agenzia delle Entrate, il valore di mercato del patrimonio abitativo è 2,25 volte superiore al corrispondente valore imponibile ai fini dell'Imu per le abitazioni principali mentre diventa 2,42 volte per le abitazioni diverse dalla prima. «Guardando inoltre alla distribuzione per classi di valore del patrimonio abitativo, lo scostamento tende a crescere per i decili più alti; la revisione dei coefficienti di rivalutazione delle rendite catastali prevista con l'introduzione dell'Imu (basata su una regola di rivalutazione lineare, uniforme sul territorio) non ha sostanzialmente al-terato questa sperequazione, pur avendo avvicinato le basi imponibili ai valori di mercato» conclude Bankitalia.

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