Economia

A Karlsruhe il duello dei governatori La parola sull’euro passa alla Corte

Bundesbank ribadisce il suo no allo scudo anti spread di Draghi

Curioso il mondo della finanza del terzo millennio. Il suo destino è appeso al giudizio di un gruppo di giudici tedeschi vestiti come cardinali di un conclave papale. Eppure è così. La Corte costituzionale di Karlsruhe ha il destino del mondo in mano in questi giorni chiamata a giudicare sulla legittimità dello scudo anti spread della Bce di Draghi che finora ha salvato l’euro e la stessa esistenza dell’Europa. Nelle more del suo giudizio intanto si rivedono i segnali della speculazione che comincia a saggiare il terreno conscia che se il verdetto della Corte minerà la forza del bazooka della Eurotower sarà ancora ricco bottino. Ieri sono infatti tornate le tensioni sui tassi d’interesse dei bond italiani. Il Tesoro ha collocato tutti i 7 miliardi di Bot a un anno ma il rendimento è balzato allo 0,962%. Un livello in forte rialzo rispetto allo 0,703% dell’asta precedente (quando toccò il minimo storico). Si tratta di massimi da marzo, ma il tasso resta comunque al di sotto dell’1%. Buona la domanda pari a 10,4 miliardi con un rapporto di copertura di 1,49. In rialzo per l'euro, sopra quota 1,33 dollari. La moneta unica è passata di mano a 1,3308 dollari. Anche le piazze europee hanno risentito del «processo» tedesco all'euro. La decisione della Corte di Karlsruhe sulla legittimità dell’Omt arriverà a settembre, ma i timori hanno invaso i mercati. A poco sono servite le rassicurazioni di Angela Merkel, schierata dalla parte di Draghi. La tensione è stata tutta interna al Comitato Esecutivo della Bce. Il falco Jens Weidmann, capo della Bundesbank, ha affermato che l’Omt «pregiudica la credibilità di Francoforte». La colomba Joerg Asmussen, invece, ha rinnovato il suo appoggio al bazooka dell’Eurotower. Tuttavia i listini sono rimasti nervosi. Milano è scesa dell’1,8%, Parigi giù dello 0,3% Londra dello 0,7%, Francoforte è scesa dell’1,1%. La requisitoria del presidente della Bundesbank è stata molto violenta. «La decisione che ho preso sull’Omt segnala che sono pronto a limitare lo spazio di manovra», ha tuonato Weidmann, preoccupato che, in caso contrario, utilizzare l'orizzonte attuale possa causare problemi di lungo termine e rischi per la stabilità. Unico membro del direttivo di Francoforte a votare contro l'Omt, sancendo di fatto una spaccatura con Draghi, il capo della Buba ha sottolineato che la Corte costituzionale tedesca ha ora «il problema di formalizzare questi limiti in una maniera che sia possibile da applicare». Weidmann ha ritenuto che il problema per la Bce sia l’assunzione, attraverso l’Omt, di rischi relativi a uno specifico Stato membro. Il fatto che l'Omt sia progettato per intervenire e ridurre i premi di rischio di un singolo Paese rappresenta, infatti, «una redistribuzione del rischio sovrano» ed è un problema che «non si risolve inasprendo le condizioni a cui si impegna il Paese beneficiario». Senza contare che le problematiche legali per l'intervento dell'Eurotower potrebbero in futuro creare una delusione sui mercati. «Non possiamo dare», ha concluso nell'audizione alla Corte costituzionale tedesca, «una certezza incondizionata che interverremo sempre sui mercati». Così anche oggi Weidmann si è scagliato contro il programma, accusandolo di mettere a rischio la stabilità dell'unione monetaria, mentre Asmussen ha difeso di nuovo il piano e la sua natura illimitata, ribadendo che l’Omt serve a garantire la stabilità dell'euro e non a salvare i Paesi dalla bancarotta. La decisione del conclave è attesa per settembre. Per allora si spera che la ripresa cominci a fare capolino e renda meno pressante l’uso dello scudo anti spread.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.