Economia

Indesit, continuano le proteste contro i tagli

Il piano dell’azienda prevede la chiusura di due stabilimenti e 1.425 esuberi

Proseguono le proteste degli operai della Indesit contro il piano dell’azienda. Questa mattina i dipendenti Indesit degli stabilimenti di Melano e Albacina, a Fabriano in provincia di Ancona, si sono dati appuntamento davanti ai cancelli del Magazzino ricambi, avviando un presidio che si è esteso, successivamente, agli uffici del call center. Circa 400 tra operai e impiegati si sono poi mossi in corteo raggiungendo le vie del centro cittadino e si prevede che le proteste si prolungheranno per tutta la giornata. È il coordinatore nazionale Fiom-Cgil del gruppo Indesit, Alessandro Pagano, a diffondere in una nota il bollettino della giornata di proteste contro il piano della società che prevede la chiusura di due stabilimenti e 1.425 esuberi. Tutti i circa 900 dipendenti degli stabilimenti in provincia di Caserta si sono riuniti fuori dai cancelli delle due fabbriche per una manifestazione alla quale hanno aderito oltre 20 Sindaci del territorio e i rappresentanti della Provincia. «Le iniziative in corso - spiega Pagano - dimostrano la determinazione di lavoratrici e lavoratori nel manifestare la loro contrarietà ad un piano che, oltre a mettere a serio rischio il loro posto di lavoro, aggrava la situazione economica dei territori interessati; territori sui quali la crisi sta da tempo generando un profondo processo di impoverimento e di declino industriale». Il coordinamento nazionale Indesit si riunirà domani a Roma con le segreterie nazionali dei sindacati metalmeccanici Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil «per esaminare la situazione e per individuare ed attivare tutte le iniziative necessarie ad ottenere la modifica di questo inaccettabile piano». (FOto: l’ad di INdesit Compani Marco Milani)

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