Secondo Giovannini "serve una manutenzione della legge 92 (la riforma Fornero, ndr). Il secondo tipo di interventi e' invece oneroso ad esempio ridurre le tasse e i contributi sulle assunzioni dei giovani, introdurre incentivi per la creazione di nuove imprese giovanili. La stessa staffetta anziani-giovani fa parte di questa categoria. Poiche' sono necessarie risorse finanziarie ci dovremo ragionare a fondo". Altro tema quello degli investimenti per lo sviluppo. "Pensiamo - spiega il ministro - all'attivazione di fondi della Bei che possano andare piu' direttamente a finanziarie progetti che abbiano impatto sull'occupazione giovanile". C'e' poi l'apprendistato che nonostante le imprese abbiano denunciato "complicazioni nell'applicazione del contratto" ha mostrato "segnali di ripresa nell'ultima parte del 2012". In ogni caso, sottolinea il ministro, e' uno strumento "fondamentale perche' e' una risposta al precariato" e "puo' essere la strumento intermedio tra contratti a tempo determinato e contratti a tempo indeterminato". Tre componenti per ridare ossigeno al lavoro giovanile e provare a ridurre la disoccupazione giovanile che - secondo i dati Istat - ha ormai superato il 40%. Questi i cardini del Piano per il lavoro giovanile di cui ha parlato il presidente del Consiglio Enrico Letta e che il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, illustra in un'intervista a 'La Repubblica'. Piano che punta principalmente a una riduzione "di tasse e contributi sulle assunzioni dei giovani". "Le componenti del piano sono tre: due che riguardano direttamente il ministero del Lavoro, la terza che agisce sul lato dello sviluppo economico. Innanzitutto va reso piu' fluido il funzionamento del mercato del lavoro. E le misure normative saranno a costo zero".
Giovannini: per i giovani previsto taglio fisco e contributi
Intervistato da Repubblica il ministro ha detto che "occorre ridurre le tasse e i contributi sulle assunzioni dei giovani, introdurre incentivi per la creazione di nuove imprese giovanili".