Economia

Nomine di mezza estate per Finmeccanica

L’assemblea dei soci rinvia a luglio la scelta dei membri mancanti del cda

La partita delle nomine per Finmeccanica si gioca tutta a metà luglio. Dopo il rinvio proposto dall’azionista di maggioranza, Il ministero dell’Economia, cui fa capo il 30,2% del capitale della holding specializzata nella difesa e nell’aerospaziale, sarà una nuova assemblea a decidere, sull’integrazione nel cda di nuovi membri al posto dell’ex numero uno del gruppo, Giuseppe Orsi, e del consigliere dimissionario Franco Bonferroni, oltre che del consigliere di minoranza Christian Streiff, le cui dimissioni avranno efficacia proprio dal prossimo appuntamento assembleare. È questa la tempistica che si è delineata ieri nel corso dell’assemblea degli azionisti, chiamata a deliberare sul bilancio 2012, sulla remunerazione e sulle nomine. Un invio, che, dopo la comunicazione del dicastero di Via XX Settembre nella serata di martedì scorso, è stato ieri ulteriormente motivato dal rappresentante del ministero agli azionisti di Finmeccanica. Le prossime nomine saranno decise «secondo criteri selettivi, oggettivi e procedure trasparenti di prossima definizione», ha spiegato il rappresentante del Mef, Stefano Di Stefano. E dal Tesoro è arrivato anche l’invito a «proseguire nelle azioni intraprese e ad assumere ogni ulteriore iniziativa per un recupero di efficienza e profittabilità idonea quanto prima a superare le criticità che hanno determinato i risultati consuntivati negli ultimi due esercizi». Un biennio pesante quello attraversato dal gruppo di Piazza Montegrappa, che ora punta a un ritorno all’utile nel 2013. Il 2012, archiviato ieri dall’assise dei soci, ha chiuso con una perdita di 786 milioni di euro. «È stato un anno di estrema difficoltà», ha evidenziato l’ad e dg di Finmeccanica, Alessandro Pansa. Difficoltà legate a ragioni esterne, ha spiegato, per la contrazione subìta dai mercati di riferimento del gruppo. E, in più, «la situazione incerta del Paese non ha aiutato un gruppo che, per definizione è governativo sotto molti aspetti», oltre agli «eventi societari che hanno reso più complesso il contesto in cui operiamo». Tuttavia, nonostante le difficoltà, nel 2012 «sono stati compiuti passi molto consistenti sul complessivo riassetto del gruppo». «C’è ancora molto da fare - ha ammesso Pansa . E a parte le dismissioni che saranno fatte non con l’obiettivo di fare cassa, ora l’obiettivo è il ritorno all’utile. «Siamo confidenti - ha detto Pansa - di poter vedere un bilancio non negativo nel 2013. Noi riteniamo di aver concluso il riadeguamento dei valori di avviamento e il 2013 non sarà più gravato da questo. Il ritorno all’utile netto dipende dalla nostre capacità di non fare azioni di contabilità straordinarie e siamo confidenti di non doverle fare».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.