Economia

Crescita e lavoro La parola a Visco

Oggi le Considerazioni finali del Governatore di Banca d’Italia

Crescita, giovani e riforme strutturali. Il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, leggendo stamattina le sue «Considerazioni finali» alla platea dell'assemblea, nel salone dei Partecipanti di Palazzo Koch, indicherà in questi tre punti i paletti di un sentiero che resta stretto ma che può consentire di scongiurare il declino e puntare alla ripresa. Il tutto sarà ovviamente condito dall’attenzione allo stato di salute delle banche e, in particolare, alla capacità del sistema di sostenere l'economia reale. Gli istituti di credito sono infatti chiamati da una parte a recuperare redditività e, dall'altra, a valutare correttamente il merito di credito. L’appuntamento annuale di Via Nazionale è atteso soprattutto per capire gli iput che dalle intelligenze di Bankitalia arriveranno al Tesoro e dunque al governo dell’economia italiana considerato che, superata la contrapposizione Tremonti-Draghi, ora la strada tra Palazzo Koch e Via XX settembre è molto meno accidentata di qualche anni fa. Il ministro del Tesoro Fabrizio Saccomanni solo qualche mese fa camminava negli stessi saloni che oggi ospiteranno i banchieri italiani. L’asse Tesoro-Bankitalia sembra oggi più forte del passato. Con le uscite di Saccomanni, Anna Maria Tarantola e Daniele Franco, rispettivamente ministro dell'economia, presidente della Rai e Ragioniere generale dello Stato, sarà la prima assemblea da direttore generale per Salvatore Rossi, e la prima nel Direttorio per Fabio Panetta, Luigi Federico Signorini e Valeria Sannucci. Visco li avrà tutti al suo fianco quando leggerà la sua relazione di fronte a una platea affollata di banchieri, rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’economia. L’analisi del Governatore sarà puntuale, decisa nei toni, ma anche rispettosa dell’autonomia del governo e della politica, in una fase particolarmente delicata, in cui è indispensabile la stabilità per portare il Paese fuori dalla recessione. Un obiettivo, quello della crescita, che resta priorità assoluta. E che va perseguito, innanzitutto, completando il percorso di riforme strutturali che è stato intrapreso. Vanno quindi conciliati gli sforzi finalizzati al sostegno della crescita con il rigore, che resta necessario. Rigore, ricorderà il Governatore, che è stato imposto a livello Ue e condiviso in Italia, consentendo al Paese di difendersi dalla fragilità finanziaria che rischiava di travolgerlo. Visco metterà quindi l'accento sulla necessità di incidere, in maniera selettiva, sulla spesa pubblica, tagliando quella improduttiva e liberando risorse per gli investimenti e la produttività. Serve ossigeno per le imprese e le famiglie, e la leva fiscale è uno degli strumenti da utilizzare. Altro passaggio chiave sarà quello dedicato all’occupazione, in particolare quella dei giovani. Perché, scandirà Visco, l’impegno nelle riforme non deve servire solo a recuperare crescita ma anche ad offrire al Paese uno sguardo più lungo, assicurando stabili prospettive di occupazione. Soprattutto alle giovani generazioni. Nell'analisi del numero uno di Via Nazionale non mancherà un passaggio sul contributo arrivato dalla politica monetaria nella gestione della crisi, a protezione della stabilità finanziaria. Tanto che la crisi del debito, dopo l’intervento della Bce e la scelta di impiegare risorse illimitate, si è sgonfiata. Passando al settore bancario, il Governatore ribadirà il compito principale che spetta agli istituti di credito, quello di svolgere il ruolo cruciale di sostegno all'economia reale per agganciare la ripresa. Diversi gli stimoli che arriveranno in questo senso alle banche. Primo, proseguire nel rafforzamento patrimoniale, che deve continuare a fare in modo che il sistema bancario italiano risulti solido nel confronto internazionale. Un obiettivo che l'attenta vigilanza di Via Nazionale, rivendicherà Visco, ha consentito di perseguire e tutelare. Compiendo ogni sforzo per aumentare la propria redditività, le banche dovranno tornare a valutare correttamente il merito di credito, premiando le imprese che hanno prospettive.

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