Economia

L’Italia esce dalla procedura per deficit eccessivo

La Commissione europea ha dato l'ok ma con la raccomandazione di ridurre il debito pubblico e continuare le riforme su pubblica amministrazione, giustizia civile, lavoro e fisco. Barroso: non potete rilassarvi

La Commissione Ue ha dato il suo ok alla chiusura della procedura per deficit eccessivo a carico dell'Italia.Oltre all'Italia escono Lettonia, Ungheria, Lituania e Romania. Saranno prorogati i termini per la correzione del deficit eccessivo in sei paesi: Spagna, Francia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Slovenia. Nel capitolo dedicato al nostro Paese la Commissione ricorda come per l'Italia la procedura sia stata aperta nel 2009, quando il deficit toccò il picco al 5,5% del Pil. Da allora, riconosce l'esecutivo comunitario, il disavanzo dell'Italia è stato costantemente abbassato ed ha raggiunto il 3,0% del Pil nel 2012, ovvero nei termini fissato dal Consiglio. Inoltre, il programma di stabilità per il 2013-17, adottato dal governo italiano lo scorso 10 aprile e approvato dal Parlamento il 7 maggio, prevede un ulteriore calo del deficit al 2,9% del PIL nel 2013 e all'1,8% del PIL nel 2014 . Le stime di primavera della Commissione, peraltro, prevedono un disavanzo dei conti pubblici italiani pari al 2,9% del Pil nel 2013 e al 2,5% nel 2014, valori al di sotto della soglia del 3 % richiesta per chiudere la procedura.Nelle raccomandazione Ue al governo italiano si legge che l'Italia " deve «proseguire l'aggiustamento» dei conti pubblici «a un ritmo adeguato e attraverso la crescita» per raggiungere il pareggio di bilancio strutturale nel 2014. Bruxelles chiede al governo italiano di accelerare su efficienza della Pubblica amministrazione, semplificazione della giustizia civile, rafforzamento della riforma del mercato del lavoro e dei salari, spostamento della tassazione dal lavoro al capitale, miglioramento della qualità della scuola, proseguimento della spending review e apertura dei mercati attraverso le liberalizzazioni. Le raccomandazioni saranno esaminate fra un mese dal Consiglio Europeo e poi definitivamente approvate dall'Ecofin di luglio. Il presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso ha sottolineato che l'Italia "non può rilassarsi, per l'elevatissimo livello di debito pubblico, e rimangono alcuni problemi di competitività". (Foto: il vicepresidente della Commissione Tajani)

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