Economia

Standard e Poor's declassa Telecom

Il rating passa da BBB a BBB-. Oggi il cda esamina la proposta dello scorporo della rete fissa

Standard & Poor's ha tagliato il rating di Telecom da BBB a BBB- a causa della leva finanziaria troppo elevata e delle difficili prospettive del mercato delle telecomunicazioni italiano. L'outlook resta pero' stabile, grazie alla buona posizione in mercati quali Italia e Brasile. Intanto oggi nuova riunione del cda in casa Telecom Italia per decidere uno dei due dossier che ormai sono sul tavolo da qualche mese e per i quali la soluzione langue. All’ordine del giorno del consiglio di amministrazione convocato oggi a Roma e non a Milano visto che stamattina i vertici societari saranno all’assemblea di Confindustria, resta il tema della scorporo della rete fissa dalla società e il suo conferimento a una nuova società appositamente costituita. Un’operazione con una forte componente di complessità per l'ex monopolista e su cui le incognite sono molto elevate. Per questo, nonostante i consiglieri siano animati dalla buona volontà, in primis il presidente Franco Bernabè, non è ancora scontato che la riunione di oggi possa essere quella risolutiva. La creazione della newco (la nuova società ad hoc) in cui far confluire la rete, soprattutto aperta agli altri operatori industriali e finanziari come la Cassa depositi e prestiti, potrebbe infatti lasciare la società telefonica italiana senza il suo bene di maggior valore. La rete infatti oltre a dare alla società di Bernabè una posizione più importante nel mercato rappresenta la garanzia sul debito della società che è ancora molto elevato nel bilancio. Una questione che ha in mente anche il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, secondo il quale la separazione della rete potrebbe essere uno scenario «interessante per la società e per i concorrenti, se non ci fosse l’onere del debito che appesantisce l'azienda in modo importante». Quello della creazione della società specifica per la rete fissa così come l’ipotesi di una fusione con 3Italia, sono temi ai quali il governo guarda con estrema attenzione, ha assicurato Zanonato, confermando l’interesse di tutto l’esecutivo dopo l’incontro avuto tra il premier Letta e lo stesso Bernabè nei giorni scorsi a Palazzo Chigi. «Il governo assicura il massimo impegno per porsi come costante e attento riferimento per tutti gli operatori economici coinvolti, a garanzia sia degli attuali livelli occupazionali oggi assicurati da Telecom Italia sia a tutela della sicurezza della rete e dello sviluppo tecnologico del Paese» ha detto il ministro Zanonato che ha aggiunto che la rete di tlc è «un asset strategico per il sistema Paese» e per la sicurezza nazionale, ha osservato chiamando in causa anche la golden share dello Stato, anche se Telecom resta «un’azienda autonoma, privata e quotata in Borsa». Il ministro non sembra avere nulla in contrario ad un coinvolgimento diretto della Cassa depositi e prestiti, che potrebbe rilevare una quota della nuova societa' in cui confluirebbe la rete. In attesa degli esiti del cda gli operatori alternativi si sono già fatti sotto. L’ad di Wind Maximo Ibarra ha spiegato che «lo scorporo della rete Telecom sarebbe una decisione di buon senso. Una società delle reti sarebbe un progetto strategico che serve al Paese», e se questo dovesse avvenire, «Wind Infostrada sarebbe disponibile a conferire una parte dei propri asset di rete fissa per avere una quota di minoranza nella società».

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