Economia

Più coscienza e responsabilità per il rilancio

di Riccardo Riccardi L’Italia cerca di uscire dalla crisi con un governo precario a causa di un sistema elettorale che tutti, a parole, desiderano cambi. Il porcellum, sulla cui costituzionalità si...

L’Italia cerca di uscire dalla crisi con un governo precario a causa di un sistema elettorale che tutti, a parole, desiderano cambi. Il porcellum, sulla cui costituzionalità si esprimerà a breve la Suprema Corte, è in vita per calcoli di preventiva convenienza sondaggistica. Bismark, grande estimatore di Cavour del quale seguì il modello ha, nel 1871, unificato lo Stato germanico, 10 anni dopo il nostro. Tra le altre, di questo grande statista, ci piace ricordare la frase "la politica non è una scienza, come molti fra i signori professori si immaginano, ma, un'arte". I tedeschi giovani, due volte perdenti e unificati hanno, diversamente dagli italiani il senso della nazione. Tangentopoli ha spazzato via la DC e il PSI. La caduta del Muro, anziché distruggerle, ha dato vigore alle forze postcomuniste. L’avvento di Berlusconi ha mescolato le carte mettendo all'angolo una sinistra a culture diverse. Mancando gli ideali la politica né scienza né arte diventa luogo di malaffare. Imperversano nani e ballerine. La politica però costituisce l'asse portante della democrazia per consentire formazioni di governi, il cui principio, come diceva Montesquieu, è la virtù. Senza un esecutivo serio, conscio di dover affrontare enormi problemi, non si riparte. Il qualunquismo populistico sostenuto da slogans sgangherati è prodromico di caos distruttivo che trova terreno fertile nei disperati. Il Sovrano dispotico non concedeva deleghe, tipiche dei regimi democratici. La complessità di un mondo nuovo, ancora incognito, richiede una ampia partecipazione. Non bastano o servono a poco salotti aristocratici o pensatoi culturali. Senza tornaconti personali è necessario un ampio associazionismo popolare che sostenga proposte concrete. Parole nobili e decreti non risolvono il problema occupazionale dei giovani né rilanciano una edilizia soffocata da tasse e da mancata crescita. L’agricoltura è il futuro. Eppure langue. Senza oscurantismi o profezie, serve una coscienza individuale che richiami alla responsabilità civica, scacciando egoismi sprezzanti e spregiudicati. La morale non serve. Diamoci concretamente da fare per l’interesse comune, somma di tanti interessi personali.

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