Economia

«Web e social network Così ho rilanciato l’elenco telefonico»

«Internet ci ha permesso di sfidare l’ex monopolista. Ma la carta non morirà»

«Più internet e social network. E trasformazione del vecchio elenco cartaceo in nuovo media dinamico grazie all’integrazione con le tecnologie digitali». Sauro Pellerucci, presidente del gruppo Pagine Sì! SpA, spiega così a Il Tempo la ricetta con cui è pronto a giocare la sfida nel settore degli annuari telefonici, dominio incontrastato fino a quale anno fa di Seat PG e che oggi invece è in una situazione poco florida dopo la richiesta del concordato preventivo. È arrivata l’ora degli operatori alternativi. Da dove viene Pagine Sì? «Il gruppo è nato a Terni nel 1996 e in poco più di un decennio è riuscito a moltiplicare il proprio giro d’affari e a porsi come concorrente dell’ex monopolista. Siamo stati i primi a sviluppare le directory sui motori di ricerca. Abbiamo così spostato la competizione dalla carta, dove eravamo perdenti, al web dove lottavamo ad armi pari». Risultato? «Oggi, a parte la grandi città dove non siamo ancora sbarcati, abbiamo un patrimonio di 60 mila clienti business e pubblichiamo le nostre directory in 76 province italiane». L’elenco telefonico sembra più uno strumento del passato. Perché è ancora così attuale? «Partiamo dalle tradizionali liste di abbonati presenti sull’annuario per costruirci attività a valore aggiunto. Offriamo servizi ai clienti business come la creazione di siti web e altri strumenti di marketing sul digitale che aumentano la penetrazione commerciale soprattutto dei piccoli esercenti». Un esempio? «La nostra ultima creazione si chiama "Sì Happy" e consente a una qualsiasi attività commerciale di divulgare offerte o eventi in ogni momento. La comunicazione di un prodotto oggetto di una promozione arriva su una pluralità di piattaforme: siti, twitter, facebook, a una clientela selezionata per aree geografiche o target mirati, e in tempo reale». La vostra ricetta per crescere? «Coniugare un supporto tradizionale come quello cartaceo con le innovazioni offerte dal web e internet. Siamo stati capaci di fare comunicazione per il business su diverse piattaforme: non solo carta, ma anche internet, social network e smartphone». Nel futuro vede l’abbandono della carta? «Non subito e non totalmente. C’è un pubblico che fa tutto on line ma c’è ancora una gran parte di persone che legge giornali e consulta annuari telefonici. Stimiamo che la sovrapposizione tra i due mezzi durerà almeno altri 20 anni in Italia». Ipotesi affascinante ma poco verosimile vista la velocità del cambiamento. «In realtà ci saranno elementi che renderanno dinamica la lettura sul supporto cartaceo. Un esempio sono i pittogrammi di Microsoft stampati nelle pagine degli elenchi che consentono, tramite smartphone, di accedere ogni giorno a contenuti diversi dell’inserzionista. La carta continua a esercitare attrazione ed è elemento di diversificazione rispetto a chi va solo sul web. Lo dimostrano i numeri». Quali? «Pubblichiamo ogni anno 8 milioni di copie dei nostri annuari. Ma le richieste di nuove copie continuano ad arrivare anche dopo che la distribuzione è completata». Parliamo di numeri aziendali. «Abbiamo avuto una crescita molto forte fino al 2008, poi con la crisi c’è stato un rallentamento ma abbiamo sempre registrato un segno positivo. Nel 2012 il fatturato è stato di 27 milioni di euro. Nell’anno della grande crisi i nostri ricavi sono saliti del 3% grazie ai nostri 400 agenti». Previsioni per l’anno in corso? «È ancora presto per fare stime. Ma la sensazione è positiva perché anche il 2013 è partito con il segno più nella raccolta pubblicitaria».

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