Economia

Cobolli Gigli: «Perché dico sì allo shopping domenicale»

Caro Direttore,da tempo Confesercenti è impegnata in una campagna contro la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi, sostenuta attraverso numeri che presentano una fotografia del mondo...

Caro Direttore, da tempo Confesercenti è impegnata in una campagna contro la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi, sostenuta attraverso numeri che presentano una fotografia del mondo del commercio che merita qualche commento. È successo anche nell’articolo pubblicato martedì scorso da Il Tempo intitolato «Stop allo shopping della domenica». Le difficoltà del settore del commercio a causa della grave crisi dei consumi sono evidenti, e coinvolgono sia la piccola che la grande distribuzione. Tuttavia la realtà va presentata in modo oggettivo. Se infatti vi sono esercizi e imprese che sono costrette a chiudere, ve ne sono anche altri che aprono, a testimonianza di una vitalità nel commercio che ancora esiste. Secondo i dati dell’Osservatorio del Commercio del Ministero dello Sviluppo Economico nel 2012 hanno operato in Italia 946.460 esercizi commerciali (Distribuzione Moderna, dettaglio tradizionale e ambulanti), 5.608 in meno dell’anno precedente. Un calo, quindi, ma limitato al -0,6%. Comprendiamo il malessere vissuto dal commercio ma riteniamo che l’obiettivo debba essere rivolto a migliorare il servizio nei confronti del cittadino-consumatore. In questa situazione la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi rappresenta un’opportunità: per i cittadini di avere maggiori occasioni di acquisto e per i commercianti di sostenere le loro vendite in un momento di calo dei consumi. Un’opportunità che va colta, con spirito rivolto al cambiamento e la consapevolezza che solo intercettando i nuovi bisogni dei clienti il commercio potrà riprendersi. Una ricerca svolta dall'istituto Ispo del prof. Mannheimer conferma infatti che il 65% degli italiani è favorevole alle aperture domenicali, che il 68% compra nei giorni festivi in ogni tipo di negozio (si tratta di oltre 31 milioni di persone) e che il 62% di questi ultimi fa acquisti aggiuntivi rispetto a quelli che avrebbe fatto nei giorni feriali. Inoltre, attraverso le maggiori giornate di aperture domenicali e festive, vi è l’occasione per sostenere gli attuali livelli occupazionali e per creare nuove assunzioni. Stimiamo che nella distribuzione moderna si siano generati 2.500 nuovi posti di lavoro, prevalentemente attraverso contratti part time a tempo determinato. Ci permettiamo di dissentire dall’iniziativa di Confesercenti che attraverso una raccolta di firme si propone di modificare una legge dello Stato fortemente appoggiata dall'Antitrust, confermata nella sua legittimità dalla Corte Costituzionale e, come abbiamo visto, approvata dalla maggioranza dei cittadini, e consideriamo non attendibile la notizia dell'adesione del Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato a questa iniziativa.

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