Economia

Rete e nozze con Tre Italia Telecom prende tempo

Il cda ha esaminato i due dossier. Decisione aggiornata al 23 maggio

Telecom Italia fa melina sui due dossier che ieri il cda si è trovato sulla scrivania e cioè quello relativo allo scorporo della rete fissa e all’integrazione di 3 Italia. La società telefonica ha scelto la linea attendista si è presa ancora un mese per nuovi approfondimenti sulla fusione con il gruppo cinese e altrettanto per concludere l’istruttoria sulla rete. L’unica delibera è stata quella sulla trimestrale, approvata con un utile in discesa a 364 milioni di euro (-39,8% dai 605 milioni). In calo anche i ricavi (-8,1% a 6.796 milioni di euro) e l’Ebitda (-10,1% a 2.672 milioni). A portare giù i risultati è stato il mercato italiano che si è ridotto del 10,1%, mentre in Brasile (+5%) e Argentina (+18%) prosegue la crescita. L’indebitamento netto è pari a 28,767 miliardi di euro e grazie al margine di liquidità (13,9 miliardi) risultano sostenibili tutte le scadenze per oltre 2 anni. Il 23 maggio il cda tornerà a riunirsi e dovrebbe dare il suo sì definitivo la costituzione di una società ad hoc nella quale collocare la rete. Nel frattempo il presidente Franco Bernabè con i manager e gli advisor che lo affiancano dovranno chiudere l’istruttoria sugli aspetti regolamentari, la definizione del perimetro del potenziale spin off, i tempi e i termini finanziari dell’operazione. Nella seconda parte del cda sono state invece valutate le operazioni preliminari sull’operazione coi cinesi di Hutchison Whampoa. Sotto la lente di Credit Suisse sono passati i dati di bilancio storici di 3 Italia, le potenziali alleanze, le tematiche regolamentari e Antitrust e le valutazioni preliminari delle società telefonica cinese. Ed è proprio questo l’ostacolo più duro da superare prima di dare il via a un eventuale matrimonio . Bernabé è alla ricerca di un valore medio tra le rispettive posizioni sui valori delle due società. Secondo i rumors si va dai 400 milioni attribuiti da Telecom ai 2 miliardi che H3g avrebbe chiesto per 3Italia. Per ora non sembra sia emerso «nessun impedimento», una posizione che condividono anche i consiglieri indipendenti che siedono nel cda della società ex monopolista e che hanno raccomandato la prosecuzione degli approfondimenti. «Nessun veto è stato posto da parte dai soci spagnoli» ha poi spiegato il consigliere di Telecom, Tarak Ben Ammar spiegando che fino alle 13 il consiglio ha esaminato i conti trimestrali nell’ultima ora e mezza il dossier rete e integrazione 3 Italia. «È andato bene, costruttivo. Non abbiamo deciso ma abbiamo deciso di approfondire molto di più. L’obiettivo è trovare soluzioni per trovare ricchezza, per far salire il titolo» ha spiegato Ben Ammar precisando «vogliamo capire bene nel dettaglio, prenderemo più tempo per approfondire». In merito ai soci spagnoli che detengono il 46% di Telco attraverso Telefonica, l’imprenditore franco tunisino ha spiegato che gli azionisti sono «collaborativi, hanno un’esperienza che a noi interessa molto, nessuno ha un no a priori, bisogna vedere i valori che usciranno e se porteranno ricchezza a tutti gli azionisti».

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