Economia

Soci Mps contro Mussari e Vigni

L’assemblea approva l’azione di responsabilità verso gli ex vertici della banca

Corre un brivido all’assemblea del Monte dei Paschi di Siena quanto il presidente Alessandro Profumo paventa il rischio di non poter rimborsare i Monti bond, gli strumenti sottoscritti dal Tesoro per consentire la patrimonializzazione della banca senese. «La principale sfida è rimborsare i Monti bond, dobbiamo farcela, è l’unico modo per mantenere l’indipendenza della banca. Noi ce la possiamo fare, ma nulla è scontato» ha detto Profumo nel suo intervento in apertura dell’assemblea degli azionisti. «Per rimborsare i Monti bond, servono due passaggi: recuperare redditività che passerà dalla riduzione costi, poi un aumento di capitale». Poi rassicura e spiega che in ogni caso «nazionalizzare Mps, non è possibile. «Le regole europee lo proibiscono, un eventuale ingresso dello Stato come azionista qualora fallisse il rimborso dei Monti bond, avrebbe come conseguenza trovare soluzioni alternative per far uscire in tempi brevi l'azionista stato» altrimenti «il futuro della banca non sarebbe più definito da questa assemblea». Ed è in queste parole che si intravede una parte del futuro del Monte. È lo stesso Profumo a dire che «la banca per rimanere a Siena deve avere una solida base di capitale. Altrimenti la banca a Siena i senesi se la scordano». E il capitale lo può portare solo un nuovo socio, meglio non bancario, ha spiegato il manager. Che su questo punto ha anche detto che «dovremo anche discutere dello statuto, la Banca d'Italia ci ha chiesto di rimuovere il tetto massimo del 4% per i soci, che non siano la Fondazione Mps. Ed è una richiesta che arriva anche dalla Ue, mi sembra di aver capito. Quindi ne parleremo in assemblea a breve». Intanto dal punto di vista gestionale le perdite sono definitivamente acquisite. L’ad Fabrizio Viola ha confermato di aver «contabilizzato correttamente» l'operazione strutturata Alexandria anche in base all'ultima circolare delle autorità di vigilanza. «Non ci sono ulteriori perdite da portare in bilancio, tantomeno per miliardi di euro». E proprio in tema di prodotti derivati l’assemblea degli azionisti ha approvato col 99,99% del capitale la ratifica dell’azione sociale di responsabilità avviata dal consiglio di amministrazione presso il Tribunale di Firenze contro l'ex presidente Giuseppe Mussari e l'ex direttore generale Antonio Vigni per le operazioni Alexandria e Santorini effettuate nel 2008 e 2009 per coprire delle perdite. La stessa assise ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2012 e che si è chiuso con una perdita netta di 3 miliardi e 122 milioni di euro. L'atto è stato approvato con il 98,79% del capitale. In Borsa il titolo spinto anche dalle notizie del governo Letta nel discorso di insediamento ha comunque festeggiato chiudendo con un +6,8%.

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