Si tiene oggi l’assemblea dei soci della Banca Popolare del Lazio, che sono chiamati ad approvare il bilancio dell’esercizio 2012, così come predisposto dal consiglio di amministrazione. I dati del bilancio mostrano una banca vitale, che si rafforza e, soprattutto, anche in un contesto problematico è riuscita a produrre utili e a presentare indici delle attività tutti in crescita. L’utile netto dell’esercizio 2012 è stato di 9.519.537 euro, con un incremento del 3,52% rispetto all’anno precedente, pari a 323.361 euro. La raccolta da clientela è aumentata del 4,13%, raggiungendo la consistenza di euro 1.441.114.187, con un aumento del 4,13%; sono cresciuti in modo soddisfacente anche gli impieghi, aspetto ancor più significativo nell’attuale fase di lamentato credit crunch: l’incremento è stato del 2,24%, pari a un ammontare complessivo di 1.356.951.123 euro. «La Banca Popolare del Lazio - ha commentato il presidente Renato Mastrostefano - continua a crescere segnando un aumento degli indici delle attività, ma soprattutto cresce in un contesto di stabilità, che garantisce i soci, i clienti e l'intero contesto sociale interessato». «Mi fa piacere evidenziare come - ha proseguito Mastrostefano - in un periodo in cui le imprese lamentano difficoltà nell’accesso al credito, la nostra banca abbia invece aumentato i finanziamenti alle imprese e alle famiglie, sostenendo di fatto l’economia locale e valorizzando quel rapporto con il territorio, che è una delle ragioni fondanti della Banca Popolare del Lazio Il patrimonio netto al 31 dicembre 2012 era di 257.847.560 euro, il 4,51% in più rispetto a dodici mesi prima. Il Patrimonio di Vigilanza risulta pari ad euro 257,9 milioni, esprimendo un Tier 1 capital ratio del 17,63% e un total capital ratio del 19,12%. La politica di funding attuata dalla banca per contrastare le tendenze al rialzo del mercato, ha comportato un aumento generalizzato del costo della raccolta, influendo negativamente sulla determinazione del margine d’interesse, che rispetto all’esercizio precedente si è ridotto del 3,6%. L’apporto delle commissioni nette da servizi, aumentate del 10,6% rispetto all’esercizio precedente, ha compensato tale decremento e, unitamente al positivo risultato dell'attività d’intermediazione finanziaria, ha prodotto un margine di intermediazione superiore del 7,3% rispetto al precedente esercizio. Per fronteggiare il rischio di insolvenza del credito è stato necessario effettuare consistenti accantonamenti, per un ammontare di 16,1 milioni, con un aumento di 5,7 milioni, pari al 54,4%. rispetto all’esercizio precedente, così determinando un risultato netto della gestione finanziaria di 71 milioni che incrementa di 243 mila euro rispetto all’esercizio 2011 . I costi operativi si sono accresciuti entro limiti contenuti, consentendo di determinare un utile dell’operatività corrente, al lordo delle imposte, di 14,8 milioni risultante in decremento di 1,9 milioni rispetto all’anno precedente.
Popolare Lazio in utile anche con la crisi
La banca chiude il 2012 con profitti pari a 9,5 milioni di euro (+3,5%)
