Economia

Bce, le pmi italiane in difficoltà per mancanza di credito

Le piccole e medie imprese sono le peggiori nell’Eurozona per fatturato e utili

Le piccole e medie imprese italiane, insieme a quelle spagnole, greche e portoghesi sono le peggiori dell'area euro per quanto riguarda il deterioramento degli utili e del fatturato. È quanto emerge da un rapporto della Bce sull'accesso alla finanza da parte delle pmi nel periodo ottobre 2012 marzo 2013. Secondo la Bce le pmi italiane «hanno contribuito più di tutte all'aumento delle richieste di prestiti bancari e all'aumento degli scoperti», mentre le imprese tedesche hanno registrato un calo della domanda di prestiti e sono rimaste invariate riguardo agli scoperti. Secondo la Bce il credit crunch nei paesi dell'Eurozona è in restringimento. Il 21% delle pmi ha inoltre menzionato i costi di produzione o del lavoro come il problema predominante contro la media del 14% a livello di aerea. Mentre in media nell'Eurozona, il 5% delle pmi ha riferito di un aumento della necessità di prestiti bancari, in italia il dato sale al 12%, il che nell'analisi della bce riflette la necessità di finanziare il capitale circolante in un contesto di utili e liquidità scarsi. Il 18% delle pmi italiane in effetti segnala le necessità di finanziamento per l'insufficienza dei fondi interni, anche in questo caso uno dei dati più elevati della zona euro. L'accesso al credito per altro accenna a un relativo miglioramento, nel senso che a livello di eurozona la percentuale netta delle pmi che hanno constatato un peggioramento della disponibilità di prestiti bancari è scesa a -10% dal -22% della precedente inchiesta e in questo caso le pmi italiane sono tra le aziende che hanno segnalato il cambiamento per il meglio più accentuato (da -27% a -7%). (Foto: il presidente della Bce Mario Draghi)

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.