Economia

Scendono i voli di Stato ma costano ancora molto cari

Per la loro manutenzione vengono spesi 22 milioni l’anno. La flotta è cresciuta a dismisura negli ultimi anni. In corso i tagli della spending review

I voli di Stato scendono del 30% ma la loro manutenzione ancora resta cara, 22 milioni di euro all'anno. È quanto accerta una inchiesta dell'Espresso che fa il punto sulla spending review e sull'obiettivo fissato dal governo Monti di tagliare l'uso dei jet. «Rispetto agli abusi dell'epoca Berlusconi, la situazione è migliorata durante il governo Monti che ha ridotto l'utilizzo degli aerei del 30 per cento. In pratica si è passati dalle 4.070 ore di volo del 2011 alle 2.885 del 2012», si legge. Il problema resta però la manutenzione della flotta di Stato cresciuta a dismisura negli utilimi 10 anni: nell'hangar delle autorità oggi ci sono tre Airbus 319 da 50 posti che tra revisioni e ricambi costano 7 milioni l'anno; ben cinque Falcon 900. Quanto ad una possibile graduatoria dei ministri che hanno utilizzato maggiormente i voli di Stato per tratte nazionali, l'Espresso piazza al primo posto il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata, «che ha volato 88 volte mentre Corrado Passera per nove volte ha 'infrantò le buone intenzioni raggiungendo località ben collegate anche da frequenti voli di linea come Milano, Bolzano, Venezia o Genova». La più virtuosa, per il settimanale, è Annamaria Cancellieri, capo del Viminale: in 17 mesi mai una volta ha usato voli blu. Un piccolo strappo alla regola l'ha fatto Elsa Fornero, che lo scorso 22 settembre, un sabato, decolla da Ciampino per raggiungere la sua Torino. «Colpa di una riunione del consiglio dei ministri che si è protratta fino a mezzanotte» spiegano da Palazzo Chigi.

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