Show e demagogia politica a parte, con la secca bocciatura della linea di attacco di Ignazio Marino candidato sindaco a Roma, all’assemblea degli azionisti di Acea passa la linea di considerare l’azienda nella quale il Comune è il socio di maggioranza prima di tutto un’impresa industriale. Dunque stop a qualunque tipo di tentazione di gestione che non tenga conto dell’efficienza e della massimizzazione dell’azione imprenditoriale. L’Assemblea ha votato a maggioranza il rinnovo del cda che conferma l’indirizzo voluto dal Campidoglio anche in previsione delle prossime elezioni per il rinnovo del primo cittadino. Così Giancarlo Cremonesi, uomo di garanzia e di continuità, è stato confermato presidente. I nove membri del cda sono, oltre a Cremonesi, Paolo Gallo, Antonella Illuminati, Maurizio Leo, Andrea Peruzy candidati nella lista di Roma Capitale. Francesco Caltagirone e Paolo di Benedetto nella lista di Fincal Spa (Gruppo Caltagirone) e Giovanni Giani e Diane D'Arras nella lista di Ondeo Spa dei francesi di Gdf Suez. Con l’ingresso di Illuminati e D’Arras in cda le nomine rispettano le nuove norme sulle quota rosa nei consigli di amministrazione. Prima del rinnovo del cda l'assemblea dei soci di Acea aveva votato a favore di un consiglio di amministrazione composto da nove membri. Nel corso dell'assemblea il rappresentante di Roma Capitale, azionista di maggioranza, si era infatti espresso affinché restasse nove il numero dei componenti. Il candidato di centrosinistra a sindaco di Roma Ignazio Marino, prima della votazione, era intervenuto contro questo orientamento: «In un momento di grave crisi economica - aveva detto - perché si è scelto il numero più alto visto che il numero dei membri può andare dai cinque ai nove?». Mozione bocciata. L'assemblea ha poi approvato il bilancio di esercizio a maggioranza e ha dato il via libera alla distribuzione dei dividendi. La società ha chiuso il 2012 con un utile netto di 77,4 milioni di euro, con un calo del 10% rispetto agli 86 milioni di euro del 2011 su cui ha pesato anche alla sanzione dell'Antitrust. I dividendi ammontano a 0,30 euro ad azione, già a dicembre sono stati distribuiti acconti pari a 0,21 euro ad azione e il saldo pari a 0,09 euro verrà distribuito a maggio. Spetterà ora al consiglio di amministrazione nominare il nuovo amministratore delegato. In pole position Paolo Gallo, ex direttore generale di Acea, indicato dall'azionista di maggioranza Roma Capitale. L’azienda avrà probabilmente un assetto che consentirà di tutelare gli interessi sociali con la visione efficientistica e produttiva tipica del socio privato. Un modello pilota che può diventare una buona prassi per tutte le municipalizzate italiane con azionisti privati. Intanto Caltagirone nei mesi scorsi ha venduto azioni Acea per un controvalore di circa 5 milioni di euro. La sua quota è così scesa dal 16,34% rilevato dalla Consob al 15,9%.
Via libera dei soci Acea ai conti e al cda
Cremonesi confermato presidente. Entrano due donne: Illuminati e D’Arras
