Draghi bacchetta le banche. Gli istituti di credito continuano a fornire prestiti con il contagocce. Sono le «piccole e medie imprese a soffrire in modo relativamente maggiore, rispetto alle grandi società» della mancanza di credito a tassi ragionevoli, in quanto le big «hanno un migliore accesso ai mercati del capitale e sono meno dipendenti dal settore bancario» e questo «ci sconcerta in modo particolare in quanto le pmi contribuiscono per tre quarti all'occupazione nell'area dell'euro». Nel corso di una lecture all'Università di Amsterdam, il presidente della Bce, ha sottolineato che «se le banche in alcuni paesi dell'Eurozona non prestano soldi a tassi ragionevoli, le conseguenze per l'economia dell'area sono gravi». «Il settore bancario e il mercato finanziario dell'area dell'euro - ha detto - si è frammentato» e questo «è dannoso per l'eurozona in quanto si tratta di un'economia a base bancaria», nella quale «tre quarti dei finanziamenti alle imprese vengono dalle banche». Draghi ha ricordato che «quelle imprese che hanno sede nei Paesi in difficoltà devono affrontare condizioni di finanziamento peggiori rispetto a concorrenti con lo stesso livello di rischio in paesi non sotto stress». Poi ha sottolineato che «l’Eurozona ha ancora grossi problemi. Ma prima di chiedere un intervento, bisognerebbe guardare con sobrietà alle ragioni di questa crisi». «La soluzione per la crisi - ha rimarcato Draghi - è ritornare alla competitività». E «operando in un contesto di unione monetaria, l'unico modo per ritrovare competitività è perseguire in modo determinato e ambizioso un'agenda di riforme strutturali».
Draghi bacchetta le banche: essenziale il credito alle pmi
Il presidente della Bce: le piccole imprese soffrono di più della mancanza di prestiti a tasse agevolati. Le conseguenze dell’economia sono gravi
