Economia

Italia hub del gas per l’Europa. Snam ci crede e investe

Michele Arnese* Calo degli utili? Riduzione degli investimenti? Crisi? Per sfuggire a cattive notizie, e ancor più a pessimi numeri, ci si può rifugiare in qualche grande azienda, magari con...

Calo degli utili? Riduzione degli investimenti? Crisi? Per sfuggire a cattive notizie, e ancor più a pessimi numeri, ci si può rifugiare in qualche grande azienda, magari con tariffe e dunque ricavi regolati, e con lo Stato azionista. È il caso di Snam, controllata per il 30% dalla Cassa depositi e prestiti e per il 70% dal Tesoro, tanto bistrattata quanto strategica per l’Italia al pari dei casi francesi e tedeschi. Ieri il consorzio costituito proprio da Snam (45%), dal fondo sovrano di Singapore Gic (35%) e da Edf (20%, attraverso il fondo dedicato alla dismissione degli asset nucleari), ha firmato l’accordo definitivo con il gruppo Total per l’acquisizione di Tigf (Transport et Infrastructures Gaz France), società attiva nel trasporto e nello stoccaggio di gas naturale nel Sud Ovest della Francia. Un’operazione utile a sbottigliare l’asse Francia-Spagna e costruire, in prospettiva, una rete europea per il trasporto del gas a trazione italiana. Snam di recente ha divulgato i conti 2012. Qualche dato per rendere l’idea: ricavi totali in crescita del 9,5% a quota 3,9 miliardi di euro; utile operativo di 2,1 miliardi (+7,8%). Ma a confortare, per l’Italia, è un altro numerino: ogni anno, per i prossimi 4 anni, la società investirà nella Penisola 1,2-1,4 miliardi di euro. «Non ci sono molte realtà in grado di investire nel territorio in questo modo», chiosa l’ad di Snam, Carlo Malacarne. Che ha ha un obiettivo: fare dell’Italia un Paese realmente strategico per il mercato del gas europeo. Siccome sia l’Italia che l’Europa hanno produzione interna in declino e dipendono per la stragrande maggioranza da pochi Paesi esterni all’Unione, per Malacarne «è giunto il momento di dotarsi, sia a livello nazionale che continentale, di un sistema di infrastrutture integrato e interconnesso che consenta di svincolarsi dal rapporto a doppio filo che ci lega a quei Paesi, come Russia e Algeria».«Dobbiamo saper sfruttare al meglio la posizione geografica unica che ha il nostro Paese – aggiunge l’ad di Snam – siamo al centro dei flussi di gas che arrivano in Europa e abbiamo di fatto la possibilità di gestire i tubi che vanno dal deserto algerino fino a Londra, passando dalla Svizzera, dalla Germania e dal Belgio». L’Italia hub del gas con Snam impegnata a potenziarne le infrastrutture e a connetterla con i mercati del centro e nord Europa. Ma è fattibile? E soprattutto, consentirà una riduzione dei prezzi del gas? «La creazione di una rete europea consentirà l’interconnessione dei mercati e l’allineamento dei prezzi. Prezzi che, per inciso, non sono legati solo alle infrastrutture, ma anche alla diversificazione dell’approvvigionamento. Difficile che si crei concorrenza se non si crea un mercato maggiormente liquido, cosa possibile soltanto attraverso l’interconnessione delle reti e un utilizzo molto più ricorrente dei contratti spot». * www.formiche.net

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