«Oggi le banche italiane sono impegnate nel debito pubblico per oltre 350 miliardi di euro, oltre il 20% del totale dell'immenso debito italiano». Ad affermarlo è il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli (nella foto). Con l'impegno nel debito pubblico italiano, «le banche contribuiscono a tenere il più basso possibile lo spread. Se le banche non sottoscrivessero più i titoli del debito pubblico italiano, lo spread crescerebbe alle stelle e il costo del denaro sarebbe molto più elevato per le famiglie e le imprese. Bisogna ricordarselo». Le banche italiane, sottolinea ancora Patuelli, «sono state criticate fino a metà 2000 per essere state troppo prudenti e non speculative. Per fortuna che questo è avvenuto perchè le banche italiane non hanno avuto bisogno di interventi a fondo perduto o di regali da parte dello Stato a differenza delle banche degli altri paesi europei e del mondo». Patuelli poi rivela che ammonta a oltre 100 miliardi la stima dei debiti accumulati dalla pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Il calcolo arriva tramite una «progressione aritmetica» della cifra valutata da Bankitalia in 70 miliardi a fine 2010 e a «una novantina di miliardi al 31 dicembre 2011».
Nelle banche titoli del debito pubblico per 350 miliardi
Il presidnete dell’Abi Patuelli: così contribuiscono a tenere basso lo spread Ammontano a oltre 100 miliardi i debiti accumulati dalla pubblica amministrazione
