Economia

La Borsa boccia Mps. Consob la salva

Tonfo iniziale (-13%). Poi Vegas stoppa le vendite allo scoperto e il titolo fa -2,8%

Al Monte dei Paschi di Siena se lo aspettavano. I giudizi delle banche d’affari dopo la presentazione dei conti del 2012, chiusi con una perdita superiore ai 3 miliardi di euro, erano molto negativi. Così alla riapertura della Borsa, chiusa per le festività pasquali, i broker si sono scatenati con raffiche di vendite che hanno fatto toccare un minimo di giornata di 0,161 euro e un ribasso superiore al 13%. Rientrato agli scambi dopo una lunga serie di sospensioni Mps ha limitato le perdite nel finale con un -2,8% a 17 centesimi. Un effetto in parte dovuto dalla ciambella di salvataggio lanciata al titolo dalla Consob che ha disposto lo stop alla vendite allo scoperto (quelle che avvengono senza avere in mano la proprietà dei titoli) fino alle 14 e 30 di oggi. Il divieto - ha spiegato l’Autorità di controllo sui mercati finanziari - è stato adottato «tenuto conto della variazione di prezzo registrata oggi dal titolo» e riguarda le vendite allo scoperto sul titolo Mps «assistite dalla disponibilità dei titoli». In questo modo «viene estesa e rafforzata la portata del divieto di vendite allo scoperto nude, già in vigore per tutti i titoli azionari dal primo novembre scorso in virtù del regolamento comunitario». Ad affossare il corso dell’azione i giudizi della banche d’affari. Per Exane, società di Bnp Paribas, Mps «vale solo un centesimo». Ma oltre ai francesi si sono pronunciati anche gli analisti di Kepler (obiettivo ridotto da 0,22 a 0,13 euro mentre) e Deutsche Bank (da 0,18 a 0,15 euro). Secondo gli analisti transalpini la banca senese non sarà in grado di camminare senza l’aiuto dello Stato fino alle 2019. Per altri sei esercizi, quindi, la banca non potrà distribuire dividendi. Da segnalare la quantità di azioni che sono passate di mano ieri: 377 milioni di titoli, più del doppio della media quotidiana e pari al 3,2% del capitale, con un minimo di seduta non lontano da 0,156 euro che è il minimo storico della banca di Siena. Qualche spiraglio di ottimismo è arrivato da Banca Akros, che ha espresso il giudizio di tenere il titolo nel portafoglio con un prezzo obiettivo a 0,23 euro. Da notare infine i timori dai piccolissimi azionisti di Azione Mps, molti dei quali sono dipendenti che hanno scambiato parte della loro liquidazione in azioni della banca comprate a 0,4 euro ognuna, e che stanno raccogliendo le deleghe in vista dell’assemblea. I loro timori legati al «dubbio» che gli impietosi giudizi delle banche d’affari siano solo «la preparazione di un ingresso a buon mercato di cavalieri bianchi» nello storico istituto. Una conseguenza quasi naturale dopo la discesa della Fondazione Mps che per anni ha dominato il cda della banca grazie a una partecipazione bulgara nel capitale. La necessità di ottenere mezzi freschi ha spinto l’ente a scendere fino al 33% della quota societaria. La discesa al 15% è ormai dietro l’angolo così come, a quel punto, la contendibilità dell’istituto.

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