Economia

Ripresa nel 2013 ma l'Italia fatica ancora

Rapporto dell'Ocse: il pil nel primo trimestre di quest'anno nel nostro Paese dovrebbe segnare un -1,6%, nel secondo -1%. Bankitalia: "Occorrono politiche economiche capaci di spezzare la spirale recessiva"

L'avvio del 2013 vede una ripresa dell'attività, dopo l'indebolimento accusato a fine 2012. Ma mentre i Paesi emergenti confermano il ruolo di motore dell'economia mondiale di cui rappresentano una fetta sempre più consistente e gli Stati Uniti ritrovano il cammino di una «moderata crescita», l'eurozona resta «vulnerabile» e risponde solo in parte all'appello. «Bisognerà attendere prima che in Europa si affermi una ripresa significativa», scrive l'Ocse nel "rapporto economico interinale" evidenziando che nell'area euro c'è «una rinnovata divergenza tra la crescita della Germania che dovrebbe rafforzarsi nettamente nei primi due trimestri del 2013 e quella di altri paesi che resta lenta o negativa». Categoria quest'ultima cui appartiene l'Italia, dove il pil, dopo il -3,7% del quarto trimestre 2012, dovrebbe segnare -1,6% nel primo trimestre del 2013, seguito da -1% nel secondo. Un andamento che assegna alla penisola ancora una volta la maglia nera tra i big. Il rapporto, che fa il punto sullo stato di salute delle maggiori economie industrializzate a metà strada tra gli "outlook semestrali" che analizzano tutti i 34 paesi membri, per il G7 prevede in media una crescita del 2,4% nei primi tre mesi del 2013 e dell'1,8% nel trimestre successivo, dopo la contrazione dello 0,5% nell'ultimo trimestre del 2012. E anche la Banca d'Italia lancia l'allarme: il quadro macroeconomico dell'Italia, ha spiegato il direttore centrale per la ricerca economica e relazioni internazionali del nostro istituto centrale, Daniele Franco nel corso di un'audizione in Parlamento «potrebbe risultare peggiore di quello previsto nella relazione» del governo, se si «riacutizzassero le tensioni sui mercati finanziari internazionali, o se la ripresa dell'economia globale tardasse a manifestarsi». "Occorre operare affinché politiche economiche efficaci e credibili - ha aggiunto - possano interrompere la spirale recessiva in atto nel nostro Paese quasi ininterrottamente dal 2008". Per gli Usa si prospetta una crescita del 3,5% e del 2% rispettivamente e per il Giappone del 3,2% e del 2,2%. La Germania, dopo il -2,3% dell'ultimo trimestre 2012, dovrebbe rimbalzare sempre del 2,3% nel primo trimestre e accelerare al 2,6% nel secondo.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.