Economia

Cipro tratta a Bruxelles la sua salvezza

Lungo incontro del presidente con la Troika europea per evitare il collasso In mancanza di un accordo da oggi la Bce interromperà i finanziamenti

Il futuro di Cipro è legato a un filo. Sottilissimo. Quello che lega il governo dell’isola al sì della Ue a nuovi finanziamenti. Che però arriveranno solo davanti a precise garanzie. Ieri il presidente Nicos Anastasiades è volato a Bruxelles per incontrare i leader della troika (il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, il direttore del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, e il presidente della Commissione europea Jose' Manuel Barroso). Una riunione lunghissima, che doveva concludersi alle sei del pomeriggio ma si è invece protratta fino a notte tarda. E mentre a Bruxelles si discuteva, a Nicosia sono esplose nuove proteste. Davanti alla rappresentanza dell'Unione europea e al palazzo presidenziale si sono radunati 500 attivisti del Partito comunista Akel che hanno chiesto al governo di non piegarsi ai diktat internazionali. «Popolo cipriota, difendi i tuoi diritti» e «La troika stampa euro e compra le nazioni» erano alcuni degli slogan scanditi dai manifestanti. In un'altra manifestazione davanti al palazzo presidenziale, 200 dipendenti delle banche che temono di perdere lavoro e pensione hanno issato uno striscione in cui avvertono: «Non diventeremo gli schiavi del ventunesimo secolo». A Nicosia sabato notte si sono prolungati fino a tardi i negoziati al palazzo presidenziale fra Anastasiades, i leader politici e i rappresentanti della troika. Alla fine nessuna intesa e per questo si è deciso di continuare a trattare a Bruxelles. «I negoziati sono in una fase molto delicata», ha spiegato al termine dell'incontro un portavoce del governo cipriota, Christos Stylianides. «La situazione è molto difficile e i margini di manovra molto limitati», ha aggiunto. Un fallimento dei negoziati costringerebbe Cipro a dichiarare la bancarotta fra soli due giorni e porterebbe probabilmente Nicosia fuori dalla zona euro. Da Berlino sono arrivate rassicurazioni ma anche condizioni. «Se è possibile vogliamo evitare che Cipro scivoli nell'insolvenza» ma «è noto che io non mi faccio ricattare da niente e nessuno», ha dichiarato il ministro delle finanze della Germania Wolfgang Schaeuble in un'intervista al giornale tedesco Welt am Sonntag . Si torna a discutere a Bruxelles, infatti, perché martedì il Parlamento di Cipro ha bocciato la proposta iniziale per il salvataggio, che prevedeva l'ipotesi di un prelievo forzoso dai depositi bancari. Schaeuble ha sottolineato che i tempi sono essenziali. La Banca centrale europea, infatti, ha annunciato che, in mancanza di un nuovo piano, già da oggi interromperà i finanziamenti alle banche cipriote. «Cipro intraprenderà un cammino duro, qualunque sia la strada, ma questa non è la conseguenza della testardaggine dell'Europa, piuttosto di un modello di affari che non funziona più», ha detto il ministro tedesco. La corsa contro il tempo su Cipro è per stabilire le misure attraverso le quali il Paese possa raccogliere 5,8 miliardi di euro. Questa è infatti la cifra necessaria a Nicosia per ottenere da Unione europea e Fondo monetario internazionale il prestito di salvataggio da 10 miliardi di euro. Per evitare il default o il collasso del suo sistema bancario, Cipro ha bisogno di molto di più che 10 miliardi di euro, ma il motivo per cui i creditori internazionali non vogliono offrire di più è che con un prestito più alto il debito del Paese salirebbe a livelli non sostenibili. È per questo che a Nicosia si chiede di raccogliere parte del denaro. Se Cipro non riuscirà a raccogliere i soldi richiesti e ad assicurarsi così il prestito di salvataggio internazionale, le banche potrebbero crollare entro pochi giorni. I membri della zona euro, dal canto loro, temono che la bancarotta e l'eventuale uscita di Cipro dall'euro avrebbero ricadute catastrofiche sui mercati. Intanto la La Banca centrale di Cipro ha imposto un limite di 100 euro al giorno per i prelievi dai bancomat delle due principali banche dell'isola, cioè Banca di Cipro e Laiki. Il tetto è entrato in vigore ieri ed è una delle misure introdotte per evitare la corsa agli sportelli dei correntisti preoccupati per i loro risparmi. Tutte le banche cipriote sono rimaste chiuse nel corso di questa settimana, ma finora ai bancomat era possibile prelevare, anche se molti sportelli hanno esaurito presto le riserve.

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