«La politica di Eni è che nulla di illegale è mai accettabile. È perfettamente possibile fare affari in tutto il mondo senza pagare tangenti. E se non fosse possibile, non faremmo affari in quel posto. Questo deve essere chiaro». Lo ha sottolineato l'ad di Eni Paolo Scaroni nel corso della conference call sui conti 2012. Il nostro approccio, ha sottolineato, è «di tolleranza zero» verso tangenti e fenomeni di illegalità. «Per assicurare che la nostra azione fosse in linea con questi principi, dal 2005, quando sono arrivato al vertice Eni, ho fatto in modo che nessun contratto con intermediari fosse realizzato», ha proseguito Scaroni, «inoltre, abbiamo introdotto processi e procedure anti-corruzione che sono riconosciute tra le migliori al mondo». «Le tangenti - ha precisato l'ad - non sono solo illegali. Queste danneggerebbero anche il nostro business. La nostra reputazione è sempre stata uno dei maggiori driver di crescita. E proprio la reputazione ha fatto sì che Eni diventasse una delle maggiori compagnie del settore». In particolare, ha aggiunto, per quanto riguarda Saipem, «si tratta di una società indipendente, quotata in Borsa, e né Eni né io abbiamo avuto un qualsiasi coinvolgimento con le presunte pratiche all'esame della magistratura». Per questo, ha ricordato, «quando si venne a sapere delle accuse, alla fine del 2012, in linea con il nostro ruolo di azionisti di riferimento, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni al Cda di Saipem». Scaroni ha anche annunciato che Eni ha stimato una produzione di idrocarburi superiore al 3% nel 2013.
«Per Eni nulla di illegale è mai accettabile»
«La politica di Eni è che nulla di illegale è mai accettabile. È perfettamente possibile fare affari in tutto il mondo senza pagare tangenti. E se non fosse possibile, non faremmo affari in quel...