Economia

Imprese e politica alleate per realizzare l’agenda digitale

Elisa Maiucci Una grande coalizione per portare più innovazione nel prossimo governo: questo è il messaggio che imprese ed esponenti politici hanno voluto far emergere dal dibattito Memorandum2013...

Una grande coalizione per portare più innovazione nel prossimo governo: questo è il messaggio che imprese ed esponenti politici hanno voluto far emergere dal dibattito Memorandum2013 promosso dalla fondazione Formiche. «L’attuazione dell’Agenda digitale – ha spiegato Stefano Parisi, presidente Confindustria Digitale - rappresenta la vera manovra di politica economica in grado di determinare le condizioni strutturali per provvedere alla riduzione delle tasse e per consentire di mettere sotto controllo la spesa pubblica, semplificare e dare trasparenza alle procedure e ai risultati, offrire nuovi stimoli alla crescita dell’economia». «All’Italia serve un salto quantico e puntare sull’innovazione» gli ha fatto eco Alberto Acito, managing director BlackBerry. In Italia, «per la condivisione della soluzione e la realizzazione dei piani passa troppo tempo e in un settore come il nostro il tempo è crudele». Quanto l'innovazione può dare nuova vita a un business tradizionale lo ha spiegato Gregorio Fogliani, presidente di QuiGroup! (società leader nei buoni pasto). «Senza innovazione si muore» ha affermato, ricordando che «nel 2003 non c’era nessuna differenza tra noi e i concorrenti, ma scommettendo sulla tecnologia digitale siamo passati da 5 dipendenti a 1.000 dipendenti, di cui 150 impegnati nei processi di innovazione». Che la strada della crescita passi dall’attuazione dell’agenda digitale, si sono mostrati convinti e d’accordo Paolo Gentiloni (Pd), Antonio Palmieri (Pdl) e Roberto Rao (Udc). «L’Agenda digitale italiana – ha detto l'ex ministro delle Comunicazioni del governo Prodi - è la risposta più importante per far fronte ai problemi del Paese e, con il nuovo governo, dovrà essere gestita direttamente da Palazzo Chigi». Non solo il governo è necessario: Palmieri non ha dubbi sul fatto che «bisogna coinvolgere la Rai per la formazione degli italiani sull’uso di internet, sul programma digitale, e agire sulle classi dirigenti. Serve – ha spiegato l’esponente Pdl - una grande alleanza per colmare il divario culturale». Il parlamentare centrista Roberto Rao, nel ricordare che la riforma dell’agenda digitale era nata alla Camera con una larghissima condivisione fra le forze politiche, ha voluto sottolineare la necessità di dire «basta all’assunzione di camminatori nella Pubblica amministrazione, impiegati pagati per portare carte da un’amministrazione a un’altra: servono piuttosto navigatori. Anche questa è spending review».

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