Giovedì il cda di Alitalia potrà dare il via libera al prestito ponte da 150 milioni. I soci italiani, riuiniti a Milano ieri mattina, hanno infatti dato il loro sostanziale via libera all'operazione. In un clima definito «sereno» dalle fonti finanziarie interpellate, sono stati «analizzati e approvati» tutti gli elementi necessari a poter decidere giovedì durante la riunione del board. Il fronte italiano è «unito e compatto», essendo state superate alcune obiezioni preliminari che avevano consigliato la scorsa settimana lo slittamento della decisione. A questo punto restano solo da definire le modalità operative del prestito a cui dovrebbero partecipare quasi tutti i soci pro-quota ad eccezione di alcuni in difficoltà (vedi Acqua Marcia) o che hanno rilevato la partecipazione di recente (come nel caso di Unipol che ha ereditato la quota da fonsai). Anche Air France-Klm ha dato il suo placet al prestito soci per Alitalia «senza troppo entusiasmo», ma è «pronta a fare la sua parte» in proporzione alla quota detenuta, «nella speranza» che anche il maggior numero possibile di azionisti italiani faccia altrettanto. Secondo le fonti francesi non tutti gli azionisti italiani saranno in grado o saranno intenzionati a seguire l'operazione che dovrebbe essere deliberata ufficialmente dal cda della compagnia del 14 febbraio. Tra le ipotesi prese in considerazioni sulle modalità del prestito c'è la possibilità di convertire «a un dato momento» il prestito soci in capitale. «È una delle prospettive esaminate nello scenario, ma le modalità finali non sono definite», è l'annotazione. L'evoluzione del dossier è ovviamente legata «a come si svilupperà la situazione di Alitalia nei prossimi trimestri». Al momento «è una situazione d'emergenza e andava trovata una soluzione d'emergenza», senza arrivare alla ricapitalizzazione, spiegano inoltre le fonti.
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