Attilio Befera, il grande cacciatore di evasori italiani, ci ripensa sul Grande fratello che da ieri scruta nei conti correnti di tutti gli italiani per trovare anomalie indice di evasione. La guerra al furbetto di turno che occulta redditi alla collettività è sacrosanta. Ma quando mette a rischio la privacy di ognuno con la possibilità di entrare direttamente nei movimenti di denaro che ogni cittadino fa con i suoi soldi, conferendo un potere immenso di conoscenza a chi le informazioni le tratta e le analizza allora forse la linea di demarcazione tra il giusto e il troppo è evidentemente sorpassata. L’eccezionalità insomma è sempre rischiosa. Se ne è accorto anche Befera che ha ammesso ieri in un’intervista a Porta a Porta che «le informazioni sui conti correnti bancari sono una misura straordinaria: spero che si torni presto alla normalità». «Mi auguro - ha aggiunto il direttore Befera - che ci sia un controllo approfondito e che si possa tornare a una normalità di gestione». Il passo indietro del Fisco ha riguardato diversi fronti caldi sui quali negli scorsi anni non era stata mostrata così tanta docilità. Befera che è anche a capo della Equitalia che tanto terrore ha seminato sotto l’impulso di Tremonti e poi, soprattutto dell’ex premier Monti, ha rivolto il suo plauso al provvedimento fortemente spinto dal presidente della Commissione finanze Daniele Capezzone e dal viceministro Luigi Casero, che rende non pignorabile da parte del fisco la prima casa. «Mi dà sollievo, le leggi prima non ci consentivano di non pignorare la prima casa, questo ci da sollievo soprattutto in tempo di crisi, questi provvedimenti aiutano a superare la crisi». Tardivo ma ormai ineludibile. Massimo candore anche per le cosiddette «cartelle pazze». Che per mesi hanno invaso le cassette delle lettere e messo a repentaglio il sistema nervoso di milioni di famiglie italiane. «Alcuni hanno sicuramente sbagliato, esagerato, ma in linea di massima Equitalia ha sempre cercato di operare in maniera corretta con tutti» ha affermato Befera . «Abbiamo 15 milioni di cartelle all’anno e - ha aggiunto - non è facile operare sempre con la massima attenzione, un numero limitato di errori, anche pesanti, ci può stare». A giudicare dalle polemiche, la percezione è che la quantità di sbagli sia stata più elevata. In ogni caso per spezzare una lancia a favore di chi è in prima linea contro i furbi del fisco c’è da dire che molti italiani di pagare le tasse non hanno proprio voglia. E che la guerra contro di loro continua per recuperare un bottino che vale tra 120 e 150 miliardi. «Tutte le categorie evadono, dall’artigiano alle banche» ha spiegato Befera, «C’è una evasione diffusa nel Paese e i soldi evasi spesso prendono la strada estera. C’è un piccolo stato Usa, il Delaware, che è un paradiso fiscale e dove hanno sede 820 mila società, tra imprese, multinazionali e banche. Lì c’è l'anonimato assoluto sulle società e non c’è scambio di informazioni con altri Paesi». Una presa di coscienza del fatto che la grande evasione non è più in Italia ma approfittando delle maglie della legislazione vive beatamante oltre confine. Chi è rimasto qui difficilmente pagherà il dovuto per crisi e per i cavilli. Lo ha ammesso lo stesso direttore: «Le imposte non pagate ammontano a 545 miliardi. Ma è incassabile una parte residuale. Questi soldi non sono incassi persi, sono incassi che non sarebbero mai avvenuti». Per questo l'Agenzia delle Entrate «svaluta l'82% dei propri crediti iscritti a ruolo». Equitalia, però, depotenziata nella sua invasività dal decreto del Fare studia nuove strade per recuperare efficacia. Come la notifica delle cartelle di pagamento attraverso la Posta Elettronica Certificata (PEC). I primi a riceverle ai propri indirizzi e-mail, in via sperimentale, saranno le persone giuridiche (società di persone e di capitali), con sede in quattro regioni pilota: Molise, Toscana, Lombardia e Campania. Gli indirizzi sono obbligatori e dunque vanno controllati. Che non sia il prologo per invadere anche le caselle private. Ma a quel punto bisognerà prima connettere l’intero Paese. Le società di tlc sono avvisate.
Dietrofront del Fisco sul Grande Fratello dei conti
Ripensamento Befera: strumento eccezionale. Andrà abolito Ma la guerra ai furbi continua. Evadono tutti: artigiani e banche
