Economia

Ore drammatiche per l'Euro Caos politico in Grecia (e a Bruxelles)

di Camilla Conti Sono ore drammatiche per l’Europa. Le trattative continuano e la Grecia spera ancora, ma la crisi politica che rischia di far uscire il Paese dall'euro sembra ormai insuperabile: il leader della sinistra radicale greca, Alexis Tsipras, ha respinto l'invito del presidente a un ultimo round di colloqui per formare una coalizione di governo, aprendo di fatto la strada a nuove elezioni, che conta di vincere. Il problema è che Atene potrebbe finire i soldi alla fine di giugno se non avrà un governo in grado di negoziare la prossima tranche di aiuti. L'uscita della Grecia dalla zona euro danneggerebbe le imprese continentali, ma gli effetti più devastanti si registrerebbero in caso di exit disordinata, recita un report dell’agenzia di rating Fitch, in cui si indica che i danni peggiori li subirebbero le aziende spagnole, portoghesi e italiane. Intanto il premio Nobel per l'economia Paul Krugman, che da quattro anni critica la politica di austerità adottata dall'Unione europea di fronte alla crisi economica, avvisa: se non si cambia rotta, in un mese la Grecia sarà fuori dall'Euro. Le conseguenze si avvertiranno subito in Italia con la fuga di capitali, per cui le banche dovranno decretare il blocco dei conti correnti, come successe in Argentina nel 2001. Dal suo blog sul New York Times Krugman fa la cassandra e prevede il peggio: uscita della Grecia dall'euro entro un mese, fuga dei capitali da Spagna e Italia, decisione delle banche spagnole e italiane di bloccare i conti correnti per evitare la fuga, con limiti ai prelievi quotidiani. Per prevenire questo disastro il premio Nobel suggerisce alla Germania di rivedere completamente la politica di austerità che ci sta portando alla rovina, oltre a distruggere la pace sociale. Ma i panzer tedeschi non mollano. E in questa terza guerra mondiale che si combatte sul campo dei debiti sovrani riecheggiano anche le dichiarazioni del ministro delle Finanze austriaco, Maria Fekter: “La Grecia dovrebbe prima uscire dall'Unione Europea nel caso di un suo abbandono dell'euro, e poi rinegoziare un’eventuale reingresso nell’Unione”, ha ammonito entrando all'Eurogruppo. L'apertura dei lavori della riunione dei ministri delle Finanze dei 17 Paesi membri dell'Eurozona iniziata nel pomeriggio dedicata essenzialmente all'esame della situazione ad Atene e Madrid. Ai colloqui, a quanto si è appreso, partecipa anche il presidente permanente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy. Mentre gli accordi di Schengen rischiano di diventare la nuova linea Maginot, c’è chi ricorda che nella Seconda guerra mondiale a salvarci furono gli americani. Ma oggi Obama ha i suoi problemi da risolvere: deve recuperare consensi e riformare Wall Street tornata nella bufera per il buco da due miliardi di dollari trovato in casa Jp Morgan. All’orizzonte del Vecchio Continente questa volta i cow boys non si vedono.

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