Economia

Lotta all'evasione, incassati +12 miliardi

Nel corso del 2011, sul fronte della lotta all'evasione fiscale, sono stati incassati 12,7 miliardi, con un aumento del 15,5% rispetto al 2010. È quanto emerso nel corso di una conferenza stampa presso la sede dell'Agenzia delle Entrate. «L'Agenzia è complessivamente cresciuta in tutti i settori - ha affermato il direttore, Attilio Befera - nonostante siano diminuite le risorse umane disponibili. Un risultato raggiunto grazie alla professionalità dei nostri dipendenti e alle strategie adottate, che hanno puntato sempre più a una maggiore efficacia ed efficienza». Il direttore vicario, Marco Di Capua, ha messo in evidenza che «nel biennio 2009-2010 si assiste a un sensibile recupero dell'adempimento spontaneo in materia di Iva, il che contribuisce ad avvicinare un pò di più il nostro Paese alla media europea del tax gap, che si attesta al 14-15%. Questi risultati, da un lato, confortano gli sforzi nel tempo profusi nell'attività di prevenzione e contrasto all'evasione, dall'altro, impongono di proseguire con convinta determinazione in questa direzione, essendo ancora lunga la strada per giungere all'allineamento». Il 2010 si era chiuso con 11 miliardi in cassa. «Il risultato - ha commentato il direttore centrale Accertamento, Luigi Magistro - è il frutto della strategia da tempo messa in campo dall'Agenzia delle Entrate, che si basa su controlli sempre più mirati grazie ad analisi del rischio di evasione molto approfondite. Infatti, a fronte di una diminuzione (-1,2%) del numero di accertamenti - che passano dai quasi 706mila del 2010 ai circa 697mila del 2011 - la maggiore imposta accertata è cresciuta del 9,3%, superando la quota di 30,4 miliardi contro i 27,8 registrati nel 2010». Befera: disturbiamo meno i contribuenti onesti "Dalla lotta all'evasione sono stati recuperati 12,7 miliardi - ha spiegato Befera - un risultato in linea con le aspettative e quello che e' stato fatto l'anno precedente, così come positivi sono tutti i nostri numeri. A fronte di una diminuzione del numero dei controlli - ha aggiunto - è aumentato il risultato: questo vuol dire che disturbiamo meno i contribuenti onesti". Dei 12,7 miliardi, i versamenti diretti ammontano complessivamente a 8,2 miliardi - erano 6,6 nel 2010 - mentre il riscosso da ruoli a 4,5 miliardi. Le somme incassate direttamente dall'attività di accertamento e di liquidazione delle dichiarazioni sono dunque aumentate del 24,2% rispetto all'anno precedente. Un incremento che ha interessato trasversalmente tutte le tipologie di contribuenti: dai «big», che hanno contribuito a questo risultato per il 31%, alle imprese di piccole dimensioni e lavoratori autonomi (25%), passando per le persone fisiche (27%). In lieve crescita anche il riscosso da ruoli (+2,3%) che si attesta a 4,5 miliardi, nonostante le note vicissitudini che hanno riguardato in generale le attività di recupero poste in essere da Equitalia. Alla base degli importanti risultati, una «formazione» vincente che ha visto schierati accertamenti sintetici, indagini finanziarie, controlli sui crediti Iva, oltre che le due task force dell'Agenzia delle Entrate per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali (Ucifi) e alle frodi (Uffici antifrode). In particolare, nel 2011 sono stati eseguiti circa 36.400 accertamenti con determinazione sintetica del reddito (+20%), per una maggiore imposta accertata pari a 586 milioni di euro. Di questo tipo di accertamenti, più di 13mila sono stati definiti con adesione o acquiescenza. Bene anche sul fronte delle indagini finanziarie, che nel 2011 sfiorano le 11mila, a fronte delle 9.371 del 2010. Intensificata l'attività degli Uffici antifrode che hanno realizzato 580 verifiche e accessi mirati, rispetto alle 526 del 2010, intercettando frodi complesse per 782 milioni di Iva e 4,4 miliardi di maggiori imponibili. Aumentano anche le segnalazioni dell'Ucifi a seguito di indagini e controlli relativi a trasferimenti illeciti e detenzione di attività economiche e finanziarie all'estero, che hanno portato alla luce oltre 7,8 miliardi tra attività estere e trasferimenti non dichiarati.

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