Economia

I sindacati scioperano Monti: non si cambia

E' sciopero generale contro la manovra del governo Monti: i sindacati si ricompattano, migliaia di manifestanti in diverse città. E dalla politica arriva qualche attestato di solidarietà. La cronaca della giornata parla di un fronte sindacale assolutamente non soddisfatto della mancanza di equità nei provvedimenti licenziati dal governo. Tanto che Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, avverte: "Non è detto che sia finita e che lo sciopero di oggi sia l'unico". E da oggi "bisogna ricominciare a costruire un cammino unitario con gli altri sindacati". Presidio unitario di Cgil, Cisl e Uil a Torino In piazza Castello per protestare contro la manovra del governo Monti sono circa un migliaio. I metalmeccanici della Cgil hanno invece organizzato un corteo per il centro di Torino, con partenza in piazza Vittorio. Una scelta fatta per rimarcare la distanza dalla Fiom dalle altre sigle metalmeccaniche, che stanno trattando con Fiat sul contratto di primo livello del Lingotto, la cui firma dovrebbe arrivare in serata all'Unione Industriale di Torino. Al corteo della Fiom hanno aderito anche i Cobas e l'Unione sindacati di base, che a Porta Nuova, la principale stazione ferroviaria della città, si sono staccati dal corteo per occupare un binario, dove c'è il presidio permanente dei lavoratori Wagonlits, che protestano contro la sopressione del servizio notturno. Il "no" della politica Al momento il no è comune perché "pagano molto di più i redditi medio bassi e individuali. Pagano quelli che denunciano tutto e non chi ha di più". Iniziano ad arrivare le risposte dal mondo politico. Pier Luigi Bersani avanza una serie di richieste: Introdurre elementi di gradualità nella riforma delle pensioni; compiere uno sforzo ulteriore contro l'evasione fiscale, abbassando anche il tetto per i pagamenti in contanti; fare chiarezza tra immobili di culto e commerciali appartenenti alla Chiesa e su questi ultimi imporre il pagamento dell'Ici. Poi però rassicura: "Il nostro voto no è in discussione". Molto più netta la posizione dell'Italia dei Valori. "Uno sciopero sacrosanto", tuona Tonino di Pietro,"Così pagheranno i pensionati, ma non l'ex presidente del consiglio, e nemmeno gli evasori fiscali che, a forza di non essere mai puniti, hanno quadruplicato in trent'anni i loro furti. Monti ha ancora il tempo e la possibilità per ascoltare quello che gli italiani chiedono e modificare la manovra, accogliendo i nostri emendamenti. Possiamo solo sperare che capisca la situazione e faccia quello che gli italiani onesti si aspettano dal suo governo". Il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, si spinge a dire che il partito a questo punto dirà no alla manovra anche se verra' posta la fiducia. Fiducia la cui richiesta viene già data per scontata dall'Udc di Lorenzo Cesa, a fronte dell'eccessivo numero di emendamenti presentati. Eppure proprio oggi il presidente della Commissione Bilancio Giancarlo Giorgetti e il Presidente della Commissione Finanze Gianfranco Conte hanno fatto richiesta per uno slittamento a mercoledì della presentazione del provvedimento. Motivo della richiesta dovrebbe essere la necessità di avere tempo per un esame più approfondito, e la ricerca di coperture per eventuali modifiche. E in tabto anche la Lega, con Zaia, si schiera con i contrari: "questa manovra ci condanna a essere lavoratori a vita". Slitta a mercoledì l'esame in Aula della manovra Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno chiesto alla presidenza di Montecitorio di far slittare l'esame della manovra da parte dell'Aula a mercoledì. Per ora i lavori sono sospesi, riprenderanno alle 13. Lo riferisce il presidente della commissione Bilancio Giancarlo Giorgetti. Si è infatti ancora in attesa delle modifiche più significative che dovrebbero riguardare pensioni e Ici. Alla Camera la prima tranche di emendamenti alla manovra a firma dei relatori, ma non ci sono ancora le proposte di modifica su pensioni e ici. Il pacchetto riguarda la parte fiscale. Previsto anche un tetto ai compensi dei manager delle società pubbliche non quotate. Verso le modifiche sulle pensioni E' in corso a Montecitorio un incontro tra il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, e il ministro del Welfare, Elsa Fornero. Entrando alla Camera, a chi chiedeva quando arriveranno gli emendamenti alla manovra sulla deindicizzazione delle pensioni, la Fornero si è limitata a rispondere: "le modifiche stanno arrivando". Per parte sua, Giarda ha spiegato che non è "ancora deciso se le modifiche porteranno la firma del governo o quella dei relatori".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.