Cambia il governo, ma non cambia il giudizio dell'Europa sull'economia italiana: «La diagnosi è la stessa, le debolezze restano», avverte oggi la Commissione europea. Ma un punto di partenza positivo c'è: il discorso di Mario Monti lascia ben sperare Bruxelles perché «fin da subito e in modo chiaro», nel suo discorso, ha richiamato al rigore e all'equilibrio tra consolidamento dei conti e riforme. Proprio l'approccio che la Commissione chiede all'Italia da mesi, e mentre attende di conoscere le mosse del futuro esecutivo, i presidenti di Commissione e Consiglio, Josè Barroso e Herman Van Rompuy, chiamano il presidente incaricato per avviare da subito i contatti con quello che considerano un "collega". «Non cambia la nostra diagnosi dell'economia italiana solo perché c'è una nuova amministrazione», ha detto oggi il portavoce del commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn, precisando come «le misure che giudichiamo necessarie restano le stesse». Per Bruxelles non è possibile modificare il giudizio sull'Italia se si guarda alle previsioni economiche della scorsa settimana, più basse di quelle del governo, che davano una crescita per il 2012 allo 0,1%, e certificavano il mancato pareggio di bilancio nel 2013: «Le previsioni economiche di giovedì scorso sono l'espressione più chiara della nostra diagnosi», ha aggiunto il portavoce, spiegando che «le debolezze in termini di crescita e di riforme strutturali restano le stesse» anche in presenza di un nuovo esecutivo. Ma l'Europa oggi è un pò più fiduciosa: «Monti, nel suo discorso, è stato chiaro fin da subito nel sottolineare la necessità di rigore ed equilibrio tra consolidamento di bilancio e riforme strutturali», ha spiegato oggi il portavoce di Rehn, ricordando come questa sia la strada indicata da tempo dalla Commissione. Certo, non basta una dichiarazione d'intenti a tranquillizzare Bruxelles, che ora aspetta di vedere il nuovo esecutivo assumersi gli impegni annunciati dal governo Berlusconi e magari andare oltre, per correggere le ultime stime di crescita che accendono il faro sulla prospettiva di una stagnazione. La delegazione Ue resta a Roma mentre la Commissione studia le 39 risposte di Tremonti al questionario sulla lettera di Berlusconi, anche il lavoro sul campo va avanti: la missione Ue-Bce non torna a Bruxelles ma resta a Roma, per conoscere le nuove autorità e verificare che il cammino delle misure non conosca rallentamenti. La squadra di ispettori consegnerà il suo rapporto al commissario Rehn entro il 29 novembre, quando lo illustrerà all'Eurogruppo.
Ue: cambia il governo non la diagnosi

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