Economia

Il Pil tedesco frena le Borse

Giornata nera per le Borse in Europa che pagano il deludente andamento del Pil tedesco. Nel secondo trimestre, la Germania è cresciuta di appena lo 0,1%, contro il +1,3% segnato nei tre mesi precedenti. Su base annua l'incremento del prodotto è risultato pari al 2,8%, praticamente dimezzato rispetto al +5% registrato tra gennaio e marzo. Ma a frenare è tutta l'Eurozona. I dati diffusi da Eurostat segnalano un aumento del Pil pari allo 0,2% che si traduce in un +1,8% sui dodici mesi. Immediata la reazione negativa delle Borse, con Milano maglia nera in calo del 3,2%. Sul listino pesano i forti ribassi dei titoli energetici, depressi dalla Robin tax introdotta con la manovra. Male anche gli industriali. Tra gli altri listini principali si segnala il -2,61% di Francoforte. Più contenute invece le perdite a Parigi, che arretra del 2,07%, e a Londra, che scende dell'1,35%. Resta comunque sotto controllo il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali tedeschi. Lo spread è sceso a 272 punti base, dopo essere salito fino a 274 in apertura. Sugli stessi livelli si muove la Spagna, mentre i titoli francersi pagano uno scarto di 66 punti. Il Governo intanto incassa il giudizio positivo dell'Ocse sulla manovra. Secondo il segretario generale dell'organizzazione, Angel Gurria, le misure di aggiustamento fiscale, opportunamente privilegiando i tagli ala spesa rispetto agli aumenti delle entrate, consentiranno il raggiungimento anticipatamente il pareggio di bilancio di un anno". Inoltre, conclude, "rafforzeranno notevolmente la sostenibilita' del debito, una delle massime urgenze dell'Italia, visto il livello che permane elevato".   Wall Street ha avviato la seduta di contrattazioni in territorio negativo, nonostante la crescita superiore alle stime della produzione industriale nel mese di luglio. Continuano a pesare i timori per l'andamento dell'economia globale dopo i dati macro poco incoraggianti che arrivano da oltreoceano. Contribuisce a pesare sui ribassi, il risultato deludente del dato sull'avvio dei nuovi cantieri negli Stati Uniti a luglio - calati dell'1,5 per cento - e i prezzi alle importazioni, cresciuti dello 0,3 per cento. In particolare, Il Dow Jones perde lo 0,87 per cento, a 11.383,23, il Nasdaq arretra dell'1,33 per cento, a 2.520,85, e lo S&P 500 cala dell'1,19 per cento, a 1.190,12. L'euro è scambiato in ribasso a 1,4393 dollari. Per quanto riguarda i vari settori, esordio in negativo per il comparto tecnologico che segue la scia generale del mercato, Hewlett-Packard perde lo 0,40 per cento, Cisco Systems cala dello 0,87 per cento, Microsoft lascia sul terreno lo 0,71 per cento e Apple si attesta in ribasso dello 0,49 per cento. Dello stesso passo anche il comparto finanziario, arretrano Citigroup che perde il 3,87 per cento, Bank of America in negativo del 4 per cento e Morgan Stanley in ribasso del 2,73 per cento.

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