Economia

Borse, l'Europa vola con Wall Strett

Tutte le Borse europee sono rapidamente passate in terreno chiaramente positivo, in linea con Wall Street che recupera con forza. L'indice Stxe 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, sale di quasi due punti percentuali, ma alcuni mercati fanno decisamente meglio: è il caso di Zurigo che cresce di quasi quattro punti, ma si muove molto bene anche Francoforte e ancora più consistente è la corrente di acquisti a Milano. LE BORSE CORRONO Non parla di recessione (i veri timori che il mercato sta scontando), ma di rallentamento sì. I toni usati dal bollettino mensile della Bce seppure molto prudenti sono abbastanza confortanti tanto che i mercati, complice anche l'ottimismo di Wall Street chiudono in forte rialzo. Milano cresce del 4,10%. Corrono i titoli bancari (Intesa SanPaolo +7,77%) ma molto bene si muovono anche Telecom Italia (+6,24%) e Fiat (+5,32%). Nel finale, dell'annuncio del vertice Merkel-Sarkozy spinge Parigi (+2,89%) e Francoforte guadagna (+3,28%) mentre Londra avanza del 3,11%. Il bollettino di agosto della Bce fa sapere che "negli ultimi mesi la crescita dell'Eurozona ha rallentato e il livello di incertezza è particolarmente elevato. I dati economici recenti indicano un'attenuazione della crescita negli ultimi mesi, dopo la vigorosa espansione del primo trimestre e per il prossimo futuro ci si attende il protrarsi di una crescita contenuta". L'Eurotower, che ha rivisto al rialzo la stima sul Pil per il 2011 e al ribasso quella relativa al 2012 (quest'anno: 0,2% a un +1,9% mentre la seconda è stata limata di uno 0,1% a un +1,6%), spiega che "alla moderazione dell'attività hanno concorso fattori straordinari come il sisma in Giappone e l'aumento dei prezzi delle materie prime. Inoltre - si legge ancora nel bollettino - le esigenze di risanamento dei bilanci in molte economie avanzate continuano a moderare le prospettive di crescita a medio termine rispetto alle passate fasi di ripresa seguite a recessioni, in contrasto con la perdurante espansione vigorosa nelle economie emergenti. L'inflazione complessiva - prosegue l'Eurotower - si è stabilizzata nelle economie avanzate, mentre le pressioni sui prezzi continuano a essere più pronunciate nelle economie emergenti". Per contrastare le dinamiche inflattive, la Bce prevede che i tassi di interesse saliranno gradualmente fino a salire al 2,2% in media nel 2012. Tra le altre ipotesi sulle quali Francoforte ha rivisto le proprie stime sull'economia dell'eurozona vi sono un cambio euro/dollaro a quota 1,43 nel terzo trimestre del 2011 e un suo successivo deprezzamento, un prezzo del petrolio intorno ai 113 dollari al barile nel 2011 e nel 2012, una crescita salariale media in espansione fino al 2,2% nel 2013. Le Borse, già in ripresa dopo il mercoledì nero hanno accelerato. Fra i titoli del listino milanese in evidenza soprattutto Popolare Milano con un guadagno di circa 10 punti percentuali, seguita da Stm, Prysmian, Pirelli & C. E Buzzi Unicem. Fra i maggiori ribassi del listino, invece, fra i segni negativi Damiani cede poco più di 5 punti percentuali, ma in calo anche Saes Getters, Interpump Group e Dmail Group. Mentre gli analisti della Bank of America (istituzione Usa a sua volta tutt'altro che esuberante in Borsa) hanno abbassato le valutazioni sull'intero settore bancario europeo sono circolate voci su possibili nuove svalutazioni per Bnp Paribas per l'eposizione a titoli della Grecia. Ma "l'ondata di vendite sulle banche francesi e su Societè Generale in particolare appare eccessiva". Lo sostiene Matt King, responsabile strategie di Citigroup. In particolare, a suo avviso, i Credit Default Swaps (i contratti di assicurazione sull'insolvenza) sulla seconda banca di Francia sono saliti «molto più di quelli di ogni altra grande banca europea». BORSE ASIATICHE Giornata volatile invece per le Borse asiatiche. In chiusura Tokyo è riuscita addirittura a limitare i danni, con l'indice Nikkei che ha ceduto sul finale lo 0,63% a 8.981,94 punti, con gli investitori nipponici che non si sono fatti prendere dal panico dopo le già pesanti flessioni di inizio settimana. L'indice allargato Topix è sceso dello 0,89% a 769,80 punti. La bufera che ha investito i mercati occidentali ha solo sfiorato, dunque, le principali borse di Asia e Pacifico, che, dopo un avvio pesante, hanno man mano ridotto le perdite fino a chiudere poco sotto al pareggio, con Tokyo in calo dello 0,6%, Sidney (-0,1%) stabile e Shanghai e Seul (+0,7% entrambe) addirittura positive.

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