Pier Luigi Bersani ha telefonato oggi al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta al quale ha ribadito la disponibilità del Pd a garantire tempi rapidi per l'approvazione del decreto di manovra, ma gli ha anche ribadito la contrarietà di merito del suo partito al provvedimento. Il segretario Pd e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio hanno concordato di rimanere in contatto in questi giorni per seguire gli sviluppi della situazione economica e dei mercati, "avendo chiaro - ha spiegato Bersani - che ogni azione del Pd è volta al bene dell'Italia". IL CAV ROMPE IL SILENZIO Dopo giorni di silenzio, Silvio Berlusconi affida ad una dichiarazione scritta la risposta del governo alla crisi e all'attacco speculativo in atto: la manovra è "efficace e credibile" e sarà anche "rafforzata"; il governo "è stabile e forte"; il sistema bancario "è solido"; l'economia italiana "è vitale". E anche se il momento è "certamente non facile", il premier è sicuro degli "innegabili punti di forza" dell'Italia, grazie anche "all'impegno di tutte le forze politiche" e al "senso di responsabilità delle parti sociali". Un messaggio di fiducia, dunque, quello inviato da Berlusconi, nel giorno in cui il Parlamento accelera l'iter di approvazione della manovra con l'ok definitivo entro domenica. Accelerazione apprezzata dal capo dello Stato Giorgio Napolitano. Dunque per Berlusconi ora "dobbiamo essere uniti, coesi nell'interesse comune, consapevoli che agli sforzi e ai sacrifici di breve periodo corrisponderanno guadagni permanenti e sicuri. ENTRO GIOVEDI' L'APPROVAZIONE IN SENATO La manovra sarà approvata entro Giovedì dal Senato, poi la parola passerà alla Camera dove il presidentre Ginfranco Fini ha già fatto sapere di aver "convocato la conferenza dei capigruppo per domani e in quella sede verranno svolte le valutazioni del caso" in merito ad un'intesa sulla manovra anche alla luce delle decisioni nel frattempo prese da Palazzo Madama. L'allarme rosso per la tenuta finanziaria dell'azienda Italia ha convinto maggioranza e opposizione della necessità di approvare in tempi rapidissimi la manovra. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha espresso "pieno apprezzamento per il grande senso di responsabilità dell'opposizione e della maggioranza, perché sono in gioco gli interessi superiori del paese e la politica sta dimostrando di essere all'altezza di questa situazione". Per il capogruppo del Pdl alla Camera Cicchitto "Ci troviamo di fronte a una crisi finanziaria internazionale di dimensioni del tutto straordinarie visto che la speculazione è fondamentalmente contro l'euro in quanto tale, colpisce la Grecia, la Spagna, adesso l'Italia e anche la Francia, mentre su un altro versante sono in serissime difficoltà anche gli Stati Uniti". "In questa situazione è giusto che la manovra economica venga approvata il più rapidamente possibile con il minor grado possibile di faziosità politica. LA POSIZIONE DEL CENTROSINISTRA Gli risponde indirettamente il segretario del Pd Bersani dal Cairo. "La nostra voce ce la mettiamo tutta, gradiremmo che ce la mettesse per una volta anche il Presidente del Consiglio". "Noi non siamo al servizio di Berlusconi - spiega il segretario del Pd - ma al servizio dell'Italia. Nei limiti del ruolo dell'opposizione faremo la nostra parte e ci assumeremo le nostre responsabilità sia sulla manovra che sulle prospettive di riforme". Quanto alla manovra, il leader Pd sottolinea che i suoi gruppi presenteranno "pochi emendamenti che diano un messaggio su liberalizzazioni e pubblica amministrazione. Mi aspetto che se la maggioranza vuole dare un segnale ritiri almeno la norma sulle quote latte". FINOCCHIARO, DOPO IL SI' GOVERNO A CASA Dopo l'approvazione rapidissima della manovra da parte del Parlamento il governo dovrebbe dimettersi subito. La richiesta è stata rilanciata dalla capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro nel corso di una conferenza stampa sulla manovra. Finocchiaro ha ricordato la proposta delle opposizioni di approvare entro giovedì la manovra al Senato ed entro domenica alla Camera. «Dopo chiediamo che il governo vada via. Alla debolezza del governo vediamo legati i problemi del paese». Ad una giornalista che osservava che difficilmente il governo accederà a questa richiesta, Finocchiaro ha risposto: «le dimissioni di Berlusconi abbiamo il dovere di chiederle perchè sta costando troppo all'Italia». L'IDV "RIDURRE DEI COSTI DELLA POLITICA" In una nota congiunta i capigruppo dell'Idv di Camera e Senato, Belisario e Donadi affermano che in questa manovra deve "esserci un primo e chiaro segnale di riduzione dei costi della politica. Per questa ragione, il principale emendamento che presenteremo riguarderà un complesso di provvedimenti che segnino un sostanziale cambio di direzione, nel senso di abbattere i privilegi e gli sprechi della casta". Infine c'è l'allarme rosso lanciato dal Terzo polo: "Fermo restando il giudizio negativo sulla manovra di riequilibrio", "ci impegniamo e allo stesso tempo chiediamo alla maggioranza di arrivare all'approvazione della manovra in tempi certi". CASINI ALL'ATTACCO DEL PREMIER «Mi aspettavo che ci fosse da parte di Berlusconi un minimo di sensibilità istituzionale in più... L'opposizione agisce tenendo presente il bene dell'Italia e degli italiani, se il presidente del Consiglio vuole continuare in questo delirio di autosufficienza è un problema che riguarda solo lui». Pier Ferdinando Casini rivendica la scelta «disinteressata» delle forze di opposizione che, «accogliendo l'appello del Capo dello Stato», garantiranno l'approvazione della manovra economica entro venerdì. «Quando la casa brucia, la prima cosa da fare è spegnere l'incendio. L'opposizione dimostra grande responsabilità approvando una manovra che non condividiamo, ma che va varata subito, per il bene del Paese», spiega il leader dell'Udc. Quanto alla possibilità che lo spirito di coesione possa proseguire anche dopo l'approvazoine della manovra, Casini replica: «Sono anni che diciamo che il paese non si salva senza una coesione più ampia. Ma la maggioranza è trincerata e anche tra le forze di opposizione fino a ieri forse non tutti erano consapevoli di questo...».
Accordo sulla manovra: sì in settimana

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