Il Monte dei Paschi di Siena ha un piano strategico per diventare la prima banca del Lazio. L’istituto senese ha definito un accordo con la Bil della Regione Lazio e aperto un ufficio di coordinamento per un contatto diretto con le imprese. Mussari l'ha detto chiaro e tondo: vogliamo diventare la prima banca del Lazio. Un progetto ambizioso quello del presidente del Monte dei Paschi di Siena che ha già messo nero su bianco un piano per diventare il punto di riferimento del mondo imprenditoriale dell'Italia centrale. Le condizioni perchè ciò si realizzi ci sono tutte. Nel panorama bancario del Lazio si è aperto un vuoto e Mussari intende occuparlo con gran tempismo e strategia. Il matrimonio di Capitalia con Unicredit che ha portato al trasferimento del centro decisionale del gruppo capitolino al Nord, l'ingresso dei francesi in Bnl e l'ipotesi che il gran regista del mondo bancario del Lazio, Cesare Geronzi, sieda ai vertici delle Generali, allungando le distanze dalla Capitale, sono tutte condizioni che rendono facile e propizio l'ingresso di un altro player bancario. Non solo. Al vuoto che si è venuto a creare si è sovrapposta la richiesta forte da parte delle imprese laziali di avere un referente diretto in un momento in cui si cominciano ad avvertire i primi segnali della ripresa e l'esigenza di credito diventa strategica per ricominciare a investire. Il progetto di Mussari ha subito trovato il sostegno di Francesco Gaetano Caltagirone, azionista di Mps, ed è ben visto dall'Unione Industriali di Roma e dalle associazioni di categoria dell'artigianato e del commercio. Inoltre Mussari ha così rafforzato il suo peso che viene indicato come possibile prossimo presidente dell'Abi e su di lui stanno convergendo Intesa, Unicredit e Bnl. Attualmente il Monte Paschi conta 320 sportelli tra Lazio e Abruzzo di cui 250 nel Lazio; per raccolta ha una quota di mercato del 9% e l'obiettivo è di aumentarla del 5% annuo. La strategia di radicamento del Monte Paschi parte dalla creazione di un ufficio di coordinamento dell'attività di corporate con sede a Roma e che fa parte della direzione generale di Siena. «Questa struttura - spiega Giulio Pascazio che ne è a capo - ha ampie deleghe per potere decidere su molte attività senza rivolgersi a Siena». L'esigenza principale dell'imprenditoria laziale, afferma Pascazio, è di avere un referente diretto e quindi velocità nelle risposte. «Vogliamo imporci non attraverso campagne promozionali basate sui costi dei servizi ma soprattutto sulla capacità di essere vicini alle imprese e di dare soluzioni veloci alle loro richieste» afferma Pascazio. A questo scopo è stato firmato un accordo con Banca Impresa Lazio della Regione, l'istituto che utilizza fondi regionali per garantire il credito alle imprese. Mps ha messo a disposizione 50 milioni di euro di nuovi finanziamenti utilizzando la garanzia di Banca Impresa Lazio per il 60%. La banca ha anche realizzato una ricerca per valutare la recettività della Regione. Il fatto che il Lazio sia la seconda economia nazionale e che grazie all'industria del turismo e del terziario abbia risentito meno della crisi, lo rende particolarmente appetibile. Insomma le condizioni ci sono tutte per il grande salto. Laura Della Pasqua
Il piano di Montepaschi per il Lazio

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