Economia

Fiat, governo di nuovo in campo

PALERMO Gli 85mila operai del gruppo Fiat sciopereranno il 3 febbraio per quattro ore a sostegno dei colleghi di Termini Imerese. E, intanto, in barba agli appelli del governo nazionale e dell'Unione europea, da Detroit, il numero uno della casa automobilistica torinese, Sergio Marchionne, bolla in modo "irreversibile" la chiusura dello stabilimento siciliano. Ma ora il governo è sceso in campo. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha convocato per il 29 gennaio il Tavolo dell'auto per discutere del futuro di Termini Imerese. «Resto convinto che Termini Imerese debba rimanere un polo industriale - afferma Scajola - e che possa continuare a operare nell'ambito dell'automotive. Stiamo lavorando con Fiat e con gli altri possibili soggetti interessati per garantire un futuro a un'area che ha a disposizione risorse umane qualificate e che può contare sul sostegno già espresso del Governo e della Regione Siciliana per aumentare le dotazioni infrastrutturali e per accompagnare le eventuali ristrutturazioni». Una risposta efficace all'affondo di Marchionne dal palco dell'Automotive News World Congress di Detroit, precisando che «siamo il maggiore investitore in Italia, ma non abbiamo la responsabilità di governare il Paese». La precisazione di Marchionne è arrivata dopo che una voce di protesta si era alzata dalla platea del convegno affermando «Fiat-Chrysler una vergogna» proprio in merito alla vertenza dello stabilimento siciliano. E così sale sempre più la tensione tra i sindacati che, impotenti, continuano a incassare colpi bassi dalla Fiat che, a questo punto, guarda sempre più solo Oltreoceano. Per il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, le dichiarazioni dell'amministratore delegato della Fiat sono di una "arroganza intollerabile". E così se a Pomigliano d'Arco gli operai della Fiat hanno portato a spalla la statua di San Felice, protettore della città del napoletano in segno di speranza, a Termini Imerese gli operai dello stabilimento Fiat, ieri, sono tornati a lavoro, dopo lo sciopero di 8 ore e la manifestazione di mercoledì a Palermo. Nella fabbrica del Palermitano le nuove dichiarazioni dell'ad del Lingotto sono state accolte ovviamente con amarezza e rabbia, ma senza nervosismo. Anche il segretario della Uil, Luigi Angeletti, scende in campo e senza peli sulla lingua tuona: «La Fiat è un caso unico in Europa», spiegando che «produce nel nostro paese meno auto di quanto potrebbe e di quanto dovrebbe».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.