Economia

L'Italia guida la ripresa dell'Europa

Finoa qualche mese fa l'ottimismo del governo sull'andamento dell'economia era contestato dai sindacati e dalla Confindustria che delineavano scenari catastrofici e soprattutto smentivano una realtà di fondo; ovvero che il sistema Italia ha reagito meglio di altri alla crisi. Sicchè le dichiarazioni dei ministri economici sulla solidità dell'economia italia erano bollate come enunciazioni di pura propaganda politica. Ma ieri è arrivata la conferma dell'Ocse che quell'ottimismo era tutt'altro che infondato. Anzi l'Italia si colloca per il terzo mese consecutivo, al primo posto tra i Paesi dell'area Ocse che stanno uscendo dalla crisi. L'indicatore dell'organizzazione parigina che misura i primi segnali di un miglioramento dei cicli economici, mostra che a ottobre l'Italia ha avuto l'incremento maggiore su base annua (+12,5 punti) e di 1,1 punti su base mensile. Allargando lo sguardo a tutti i Paesi dell'area, l'Ocse sottolinea che c'è un andamento generale di ripresa tant'è che il superindice fa segnare ad ottobre un aumento di un punto rispetto a settembre e di 5,7 punti rispetto all'ottobre del 2008. Nel gruppo di testa che guida l'uscita dalla crisi oltre all'Italia ci sono Germania (+1,6 punti e +9,2 punti rispetto al 2008), Gran Bretagna (+1,3 congiunturale e +8,88 tendenziale) e Francia (+1,2 e +10,2). Anche nell'area euro l'economia è «in espansione», con un +8,8 rispetto all'ottobre 2008 ed un +1,3 su settembre 2009. Eppure a fronte di questi dati, Lorenzo Bini Smaghi, componente del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, invita alla prudenza e prevede che la ripresa sarà lenta e la crescita «non avrà la velocità di una volta». Segnali incoraggianti arrivano anche dagli Stati Uniti. Lì la crisi ha colpito in modo più duro ma ora sta prevalendo un sentimento generale di fiducia sul futuro dell'economia. Secondo una rilevazione dell'Università del Michigan, l'indice di fiducia dei consumatori americani è salito a dicembre a 73,4 da 67,4 di novembre. Si tratta del primo rialzo in tre mesi, su cui avrebbe influito, secondo gli analisti, il rallentamento dei licenziamenti, che potrebbe aiutare a sostenere i consumi e con essi la ripresa nel 2010. La disoccupazione a novembre è scesa a sorpresa al 10% dal 10,2% con la perdita di soli 11.000 impieghi. C'è anche un altro elemento rilevante e positivo. Il sottoindice che misura la fiducia sulle condizioni correnti dell'economia è aumentato a 79,1 punti, dai 68,8 punti del mese precedente. A questi dati positivi si aggiunge il rialzo consistente delle vendite al dettaglio, a novembre +1,3% contro le previsioni per un incremento più modesto dello 0,6% e che ha riguardato tutti i settori. Questo è il segno che la ripresa sta iniziando a mettere radici in tutto il corpo dell'economia. L'impatto di questo miglioramento generalizzato si è fatto sentire sul valore del dollaro. Il biglietto verde si è rafforzato sull'euro che ha ceduto terreno calando sotto 1,47 dollari.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.