{{IMG_SX}}La lotta ai furbi che non pagano le tasse non ha subìto arretramenti con il governo Berlusconi. E i catastrofisti del centrosinistra restano a bocca asciutta. Le Entrate hanno recuperato già a novembre più di quanto stimato: 7,4 miliardi contro 7,2. «Un risultato da record» ha esultato il direttore Attilio Befera. Che spera ora di far fare un buon Capodanno alle casse dello Stato grazie alla chiusura dell'operazione «scudo fiscale», per la quale in vista del 15 dicembre è iniziato il conto alla rovescia. A far rientrare i fondi dovuti al fisco italiano e occultati dalle aziende e dagli imprenditori con scarso senso civico l'intensa attività di controllo dell'Agenzia fiscale. Tra gennaio e novembre - ha spiegato il direttore Befera, a margine della premiazione dei dipendenti migliori, i cosiddetti campioni del fisco - le casse dell'erario hanno registrato 7,4 miliardi di entrate dovute all'attività di accertamento. È il risultato migliore di sempre che supera anche il target 2009, che puntava ad incassi per 7,2 miliardi di gettito. «Abbiamo superato l'obiettivo che c'era stato dato per l'intero anno sull'incasso delle imposte accertate - ha spiegato Befera -. A fine novembre eravamo a quota 7,4 miliardi, rispetto ai 7,2 programmati per l'intero anno. Questo significa che l'incasso di dicembre sarà tutto in più». Ora si punta a raggiungere la quota di 8 miliardi, ma il traguardo non è facile da superare. Befera canta comunque vittoria. Proprio mentre insieme alle due medaglie olimpiche Antonio Rossi e Valentina Vezzali ha premiato sei dipendenti del fisco per la loro capacità di individuare evasione e dare assistenza ai contribuenti, ha evidenziato così che l'obiettivo raggiunto è un «record assoluto» che «è ancora più importante visto che è stato raggiunto in un anno di crisi». Parole di speranza che meglio tradotte significano: se questa è la tendenza nel 2010, con la ripresa, si potrà fare anche meglio. L'Agenzia sta ora affilando le armi contro i «furbetti del fisco», i contribuenti che fanno la dichiarazione ma poi non versano il dovuto. È un fenomeno che impensierisce l'amministrazione finanziaria che ora corre ai ripari con controlli che bloccheranno anche la possibilità di accedere al «ravvedimento operoso». E cioè una sorta di pagamento bonario da parte del contribuente dopo la scadenza fissata con multe minime. «Avevamo segnali preoccupanti - ha ammesso Befera - l'anno passato gli omessi versamenti sono stati pari a 7 miliardi, anche se siamo poi riusciti a recuperarne e portarne in cassa 3-4 nei mesi successivi. Ma le cifre sono importanti, un fenomeno da seguire». «È anche un problema di legalità - ha aggiunto il numero uno delle Entrate - Il contribuente non può determinare da solo tempi e quantità del versamento. Per ora stiamo quantificando il fenomeno e poi partiremo con i controlli». C'è poi l'operazione Scudo. È iniziato il countdown per il rimpatrio di capitali esportati illegalmente. I versamenti dovranno essere effettuati entro il 15. La fiducia è dominante nelle parole di Befera. Più prudente appare il sottosegretario all'Economia, Daniele Molgora. Per il direttore delle Entrate «ci sono segnali fortemente positivi», e per questo «basta guardare le code agli sportelli delle fiduciarie e delle banche». A questo - secondo Befera - hanno contribuito anche le ultime circolari che danno la possibilità, pagando subito, di perfezionare le operazioni di rimpatrio entro un anno. Anche Molgora è ottimista, ma sa che la partita più importante si gioca negli ultimi giorni. Secondo il sottosegretario «sono quelli decisivi e solo fra poco capiremo se l'operazione ha spiccato veramente il volo. Molti, infatti, preparano la documentazione, poi rimangono alla finestra attendendo l'ultimo giorno per aderire».
Il fisco stana i furbi e fa record di incassi

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