Bruxelles - Continua a salire la disoccupazione in Europa: dal 9,6% di agosto al 9,7% di settembre per l'area euro, dal 9,1% al 9,2% nell'insieme dell'Unione Europea. I numeri - Secondo i dati pubblicati oggi da Eurostat e corretti dalle variazioni stagionali, si tratta del dato più elevato dalla nascita dell'area euro, mentre per l'Ue è il più elevato dal 2000. Un anno fa, il tasso di disoccupazione era al 7,7% nell'area della moneta comune ed al 7,1% nell'Unione Europea, nella quale i disoccupati arrivano ormai a 22,123 milioni, 286.000 in più rispetto al mese di agosto. Per l'area euro siamo a 15,324 milioni, 184.000 in più nell'ultimo mese. Male Spagna e Lettonia - Nell'insieme dell'Ue si va da un minimo del 3,6% in Olanda seguita dall'Austria (4,8%), ad un massimo del 19,7% in Lettonia e del 19,3% in Spagna. I più colpiti sono ancora una volta i giovani con un tasso del 20,2% nell'Ue e le donne con un 9,8%, contro il 9,6% degli uomini. Meno lavoro anche nel 2010 - L'economia mondiale non è ancora fuori dal tunnel della crisi economica e nei prossimi 12 mesi ci saranno ancora perdite di posti di lavoro. A sostenerlo è il direttore generale del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn, intervenendo al Festival internazionale del lavoro. "Abbiamo davanti a noi ancora dodici mesi di crescita della disoccupazione", afferma il direttore generale dell'Fmi. In due anni più 15 milioni di disoccupati - Per Strauss-Kahn "ci sono alcune differenze temporali fra i tempi della ripresa e quelli del picco di disoccupazione". Dunque "non possiamo cantare vittoria prima che la disoccupazione diminuisca", aggiunge. Ecco perchè bisogna continuare "con le politiche pubbliche per sostenere - osserva - i più deboli". Dati alla mano, il direttore generale dell'Fmi ricorda che "negli ultimi due anni 15 milioni di persone hanno perso il posto di lavoro, ma il numero è maggiore se si considerano i part time e chi non è incluso nelle statistiche".
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