Niente da fare. I nervi in Borsa sono ancora tesi. E ieri sono bastati i nuovi, pessimi, dati macroeconomici provenienti dagli Stati Uniti a fare crollare i listini. I timori degli operatori sull'inizio della recessione dell'economia Usa sono stati confermati dal calo dell'indice Ism (un dato che registra le aspettative degli operatori economici nel comparto dei servizi) ieri sceso ai minimi dall'ottobre del 2001. La notizia ha affossato tutti i principali mercati che hanno chiuso la giornata segnando un calo superiore al 3% (tranne Londra che ha lasciato sul terreno il 2,63%) incassando così la peggiore perdita delle ultime due settimane. Il disastro è stato rappresentato dall'indice Dj Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali mercati europei, e che ha perso il 3,16%. Male in particolare è andata la Borsa di Madrid, che ha chiuso in calo del 5,19%, mentre Parigi ha perso il 3,96%, Francoforte il 3,36%. Giornata dura anche a Milano con il Mibtel in calo del 3,06% a 25.669 punti e lo S&P/Mib giù del 3,14%, a 33.675 punti. Fiat in particolare ha chiuso le contrattazioni in forte calo (-6,51% a 14,78 euro) con scambi che hanno riguardato il 5% del capitale. Dopo una partenza in controtendenza, anche Eni ha ceduto il 3,12% a 21,4 euro. Le vendite non hannon hanno risparmiato i bancari con Intesa SanPaolo (-4,45% a 4,57 euro), Mps (-3,47% a 3,08 euro), UniCredit (-3,88% a 4,87 euro) e Mediobanca (-2,12% a 12,52 euro). In fondo al listino principale la Seat Pagine Gialle (-6,48% a 0,21).
Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.